Il 19 luglio segna una data fondamentale per il nostro gruppo formato da oltre 100 associazioni/comitati di professionisti della salute, della legge, del farmaco. Il 19 luglio è l’anniversario di un anno di battaglia organizzata e unita contro le ingiustizie di un sistema che calpesta i diritti dei cittadini. Siamo partiti con il Comitato “NO agli emendamenti del RSI dell’OMS”, opponendoci a decisioni inique, pericolose e calate dall’alto, e oggi, evoluti nel Comitato di Scopo per la Tutela della Salute Pubblica (2CS), continuiamo a lavorare senza sosta per difendere la salute pubblica, la libertà di scelta e proteggere soprattutto la salute dei nostri bambini. Siamo tanti, motivati, determinati e competenti. I bambini prima di tutto: Il Road Show contro la manipolazione delle istituzioni sanitarie. Quest’anno abbiamo messo al centro la protezione dei più piccoli, creando il ‘Road Show dedicato alla salute dei bambini’. Un tour nazionale che sta attraversando l’Italia: partito da Milano l’8 febbraio, ha fatto tappa a Siena l’8 aprile grazie al gruppo La Senesina e proseguirà con i grandi appuntamenti di Roma (Ostia) il 10 ottobre, ospitato dall’associazione Dolce stil Novo APS; Parma il 21 novembre, con il Sindacato d’azione come host principale; e Mantova il 27 gennaio 2027, presso l’associazione Mantova per l’Italia. Questo evento-convegno, in cui sono presenti i massimi esperti del settore sanitario, scientifico e legale – tra cui la dott.ssa Laura Teodori, i pediatri dott. Eugenio Serravalle e dott. Luciano Proietti, la dott.ssa Maria Teresa Turrini, gli avvocati Tiziana Vigni e Gianfrancesco Vecchio e tanti altri – è dedicato soprattutto a un principio inviolabile: la libertà di cura e trattamento a valle di una corretta informazione sia dei dati scientifici che dei dati del mondo reale. Noi crediamo e agiamo in nome di valori come la democrazia, la scienza e la libertà nel rispetto delle proprie convinzioni contro uno Stato impositivo, che nasconde o manipola la realtà dei fatti. Ricordiamo a tutti una realtà innegabile: l’Italia è in netta minoranza in Europa. Nella stragrande maggioranza dei Paesi europei (17 più la Gran Bretagna) l’obbligo vaccinale non esiste (in altri, come ad esempio la Germania, hanno solo una vaccinazione obbligatoria); i governi di questi paesi hanno scelto la via della raccomandazione e della libertà di cura, mentre noi continuiamo a subire imposizioni estorte con un documento truffaldino, come il “consenso informato”, e con un’informazione manipolata e distorta. Il muro di gomma delle Istituzioni: omissioni e risposte incoerenti. Per capire su quali basi scientifiche ed epidemiologiche si fondi oggi il mantenimento dell’obbligo vaccinale (legato alle verifiche triennali imposte dall’art. 1-ter della Legge 119/2017), le associazioni e i comitati facenti capo al nostro Comitato di Scopo hanno inviato il mese di maggio precise Istanze di Accesso Civico all’AIFA e al Ministero della Salute.
Tra queste, figurano le nostre realtà territoriali e nazionali: l’associaizone Le Verità Nascoste (referente dott.ssa Laura Teodori), Il Gruppo La Senesina (referente dott.ssa Lorella Andreini), Sa Defenza (referente Valter Erriu), Assis (referente dr. Eugenio Serravalle), Arbitrium PSG (referente avv. Valeria Panetta), Atto Primo (referente avv. Tiziana Vigni), Le CarpiConsapevole (referente Francesca Tirelli), Albero della Vita (referenti dr. Paolo Fangucci), Comitato Sanitario Arezzo (dott.ssa Maria Teresa Turrini), CNL Resistenza (dott.ssa Loretta. Cremasco), Trilly la gente come noi APS (dott.ssa Paola Persichetti) e molte altre. I vari comitati territoriali hanno ricevuto una risposta che, dopo un attento esame da parte nostra, giudichiamo gravemente elusiva, omissiva e volta a liquidare il problema e a nascondere il vuoto documentale. I responsabili firmatari di queste risposte, ripetiamo, gravemente omissive ed elusive, sono due precisi funzionari dello Stato: la dirigente Carla Cantelmo per l’AIFA e il direttore dell’Ufficio 1 dott. Alfonso Ferraioli per il Ministero della Salute. Entrambi hanno opposto argomentazioni incoerenti pur di non mostrare i documenti richiesti. Quello che abbiamo ottenuto in risposta è scandaloso e lo denunciamo pubblicamente. Le risposte delle istituzioni, che alleghiamo integralmente, sono gravemente omissive e incoerenti: AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco): invece di fornirci i dati e i verbali delle verifiche obbligatorie del 2020 e del 2023 che abbiamo richiesto, l’Agenzia ci ha inviato documenti superati relativi al triennio 2017-2019, basati peraltro su un’altra previsione normativa (la relazione annuale alle Camere). Inoltre, sui dati della farmacovigilanza, ci hanno rimandato a generici link pubblici, rifiutandosi di esibire i dossier interni effettivamente valutati dalla Commissione LEA. Sulla verifica prevista per luglio 2026, si sono semplicemente dichiarati “incompetenti”, senza nemmeno inoltrare la richiesta all’amministrazione detentrice dei dati. Ministero della Salute: La risposta del Ministero è altrettanto inaccettabile. Hanno tentato di respingere le istanze definendole “massive”, per poi fornirci documenti redatti dal NITAG, un organo consultivo che per legge non ha alcun potere di validare l’obbligo vaccinale al posto della Commissione LEA. Fornirci i documenti di un ente non competente è la prova evidente e l’ammissione implicita che i verbali legali per gli anni 2020 e 2023 non sono mai stati redatti e sono inesistenti. Infine, il Ministero ha dichiarato che la verifica del 2026 è stata “rinviata” tramite un’Intesa Stato-Regioni, una mossa illegittima poiché un atto amministrativo non può violare una scadenza perentoria fissata da una Legge dello Stato. NOI NON CI FERMIAMO La nostra strategia: la Seconda Istanza e l’obiettivo finale. Davanti a questa elusione del diritto alla trasparenza, non siamo rimasti a guardare. Abbiamo immediatamente fatto scattare la nostra azione successiva depositando una Seconda Istanza (ISTANZA DI RIESAME) indirizzata direttamente ai Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) di AIFA e del Ministero.
Cosa abbiamo chiesto? Abbiamo preteso la totale rivalutazione dei dinieghi e il rilascio dei documenti richiesti. In subordine, abbiamo preteso che le Istituzioni mettessero nero su bianco una formale e chiara dichiarazione di inesistenza di tali atti. Abbiamo diffidato gli enti, pronti a segnalare le condotte alla Procura della Repubblica e all’ANAC in caso di ulteriore silenzio o rifiuto. Dove vogliamo arrivare? Il nostro obiettivo finale è chiaro e irremovibile. Vogliamo smascherare il fatto che l’obbligo vaccinale in Italia viene mantenuto in piedi senza le verifiche scientifiche, epidemiologiche e legali tassativamente richieste dalla legge. Vogliamo far crollare questo castello di carte burocratico per arrivare all’abolizione definitiva dell’obbligo, restituendo finalmente ai genitori italiani la libertà di scelta e la dignità che meritano; vogliamo chiedere uno studio scientifico (tossicologico, farmacologico, ecc.) ed epidemiologico serio e una seria ricerca scientifica avanzata per il miglioramento dei vaccini pediatrici che seguono ancora, a convenienze economiche, protocolli obsoleti, ecc. Vogliamo esprimere un profondo ringraziamento per lo straordinario lavoro scientifico e di coordinamento realizzato dal nostro gruppo di esperti che ha seguito e supportato questa azione: il prof. Daniele Trabucco, la dott.ssa Laura Teodori e la dott.ssa Rossitza Toneva. IL FUTURO DELLA SANITÀ Guardiamo al futuro della sanità: il Progetto Anselmi 2.0. La nostra azione non si limita alla necessaria denuncia e informazione, ma si fa proposta concreta per il Paese. All’inizio di quest’anno, il Comitato 2CS ha presentato pubblicamente il “Progetto Anselmi 2.0”: una visione d’avanguardia che mette nuovamente l’essere umano al centro della sanità, con l’obiettivo di riportare l’umanità all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. La salute è un bene primario, naturale e universale, proprio come l’on. Anselmi e la sua riforma evidenziarono. A quei tempi l’Italia fu classificata al secondo posto a livello globale per la qualità della sanità offerta. Vogliamo far rinascere la sanità pubblica così come l’aveva pensata, voluta e creata la grande donna delle istituzioni quale era Tina Anselmi. Oggi, purtroppo, la sanità è diventata schiava di algoritmi freddi che prendono decisioni al posto dei medici; medici che si trovano costretti a trascorrere il 70% del proprio tempo a sbrigare pratiche burocratiche, privati del tempo necessario anche solo per guardare in faccia i propri pazienti, in mezzo a file di attesa interminabili. La libertà di trattamento e di cura, esercitata da medici che rimettono al primo posto l’essere umano, deve essere la stella polare verso un futuro in cui la qualità della vita, la prevenzione e la vita tornino sul gradino più alto. Questo progetto strategico sarà a breve trasformato in una proposta di disegno di legge ufficiale, che verrà offerto a tutte le forze politiche lungimiranti che vorranno aderire e portare avanti insieme a noi questa irrinunciabile visione di sanità umana. Alleghiamo al presente comunicato le PEC inviate, le risposte ricevute in fotocopia e le istanze di riesame, affinché la stampa e i cittadini possano toccare con mano le gravi omissioni di chi dovrebbe tutelare la nostra salute.
Comitato di Scopo per la Tutela della Salute Pubblica

















