Ci sono 8 milioni di euro per sostenere il reinserimento delle persone che hanno perso il lavoro a seguito di crisi aziendali, licenziamenti collettivi o individuali.
Approvata dalla Giunta regionale la delibera che attua la norma.
L’intervento prevede l’erogazione di un incentivo una tantum alle imprese classificate Ateco che assumono a tempo indeterminato lavoratori appartenenti a queste categorie.
“Dietro ogni crisi aziendale ci sono persone, famiglie, storie professionali costruite in anni di sacrifici e improvvisamente travolte dall’incertezza. Quando un lavoratore perde il proprio impiego spesso vede messa in discussione la propria serenità, la capacità di programmare il futuro, la dignità conquistata attraverso il lavoro – spiega l’assessora del Lavoro Desirè Manca – .Per questo abbiamo voluto fortemente questa misura. Non come un semplice incentivo economico, ma come uno strumento concreto di giustizia sociale e di vicinanza a chi sta attraversando uno dei momenti più difficili della propria vita. Vogliamo dare una nuova opportunità a lavoratrici e lavoratori che rischiano di essere espulsi dal mercato del lavoro. La Regione Sardegna, per la prima volta, sceglie di intervenire in modo strutturato – osserva l’esponente della Giunta Todde – per favorire il reinserimento occupazionale delle persone colpite da queste situazioni, mettendo al centro il valore del lavoro, la tutela delle professionalità e la salvaguardia di competenze che rappresentano un patrimonio prezioso per l’intera comunità regionale. Abbiamo inoltre voluto ampliare il più possibile la platea dei beneficiari perché nessuno deve sentirsi abbandonato”.
Potranno accedere all’intervento i lavoratori coinvolti in procedure di licenziamento collettivo ai sensi della legge 223/1991 e i disoccupati da non oltre 24 mesi il cui rapporto sia cessato a seguito di licenziamento collettivo o individuale.
Un ruolo centrale sarà svolto dall’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (Aspal), che provvederà alla verifica dei requisiti, e dalle parti sociali che saranno coinvolte negli accordi di volta in volta stipulati con la Regione.


















