Il Sud Sardegna tiene botta su turismo e ristorazione: più presenze straniere e fatturati stabili.
Ma ci sono anche i soliti problemi: rincari, carenza di personale e trasporti.
L’indagine di Fipe Confcommercio su 250 operatori fotografa una stagione tra tenuta e un cauto ottimismo. Il 22% ritiene che l’andamento generale sia in linea con il 2025, mentre solo una minima parte parla di un peggioramento. Altri segnalano invece un miglioramento.
Sul fronte del fatturato la maggioranza degli imprenditori dichiara ricavi stabili rispetto allo scorso anno e una parte delle attività segnala anche un incremento. Analoga la situazione relativa al numero dei clienti: per la maggior parte degli operatori è rimasto invariato. Ma emerge l’aumento della presenza dei turisti stranieri.
Restano però aperte alcune problematiche strutturali.
L’aumento dei costi di gestione rappresenta la principale criticità: praticamente tutti gli operatori evidenziano rincari rispetto allo scorso anno. Alla domanda relativa agli interventi più urgenti per sostenere le imprese, gli operatori indicano in primo luogo la riduzione dei costi aziendali. Seguono il miglioramento dei trasporti, l’introduzione di misure per favorire l’assunzione del personale, una maggiore promozione turistica del territorio e un incremento degli eventi e delle iniziative capaci di attrarre visitatori.
“I dati raccolti ci restituiscono l’immagine di un comparto che sta dimostrando grande capacità di resistenza e adattamento – commenta il presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia -. C’è una sostanziale tenuta dei fatturati e delle presenze e registriamo segnali incoraggianti soprattutto sul fronte dei turisti stranieri. Tuttavia, non possiamo ignorare le difficoltà che le imprese continuano a sostenere quotidianamente. L’aumento dei costi, la carenza di personale e le criticità dei trasporti richiedono interventi concreti e tempestivi. Le aziende stanno facendo la loro parte, ma serve una strategia condivisa che consenta al settore di crescere e di esprimere pienamente il proprio potenziale”.




















