Si possono fare cinque errori quando si va in montagna: partire senza aver consultato le previsioni meteo, scegliere percorsi superiori alle proprie capacità, affrontare l’escursione con scarpe o attrezzatura non adeguate, sottovalutare tempi di percorrenza, dislivelli e stanchezza, non comunicare a nessuno il proprio itinerario. E, a quanto pare, li fanno in parecchi: nel 2025 il Soccorso Alpino del Veneto ha effettuato 1.199 interventi (oltre il 52% per situazioni di escursionismo), soccorrendo 1.354 persone, oltre a 71 operazioni di ricerca che hanno coinvolto 79 escursionisti dispersi. Cadute e scivolate, problemi fisici, perdita dell’orientamento, ritardi, sfinimento, scelta di itinerari troppo difficlli, equipaggiamento inadeguato e sottovalutazione delle condizioni meteo: sono queste le cause più frequenti delle richieste di aiuto. Lo stesso Soccorso Alpino sottolinea che la crescente presenza di persone poco preparate dal punto di vista tecnico e informativo contribuisce all’aumento delle emergenze.
E siccome sentieri, ferrate e vie di alta quota delle Dolomiti Bellunesi stanno di nuovo per essere ‘riempite’ da turisti ed escursionisti (ne sono attesi “migliaia”) e con loro si teme anche il ripresentarsi degli incidenti e delle richieste di soccorso, la Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi rilancia la campagna “Montagna Consapevole”, sviluppata insieme a Provincia di Belluno, Fondazione Dolomiti Unesco, Ulss 1 Dolomiti, Cai, Guide alpine, Soccorso Alpino, Agrav e Associazione rifugisti bellunesi. L’obiettivo è aiutare residenti e visitatori a preparare correttamente le proprie escursioni e diffondere la cultura della consapevolezza e della responsabilità.





















