Una grande manifestazione diffusa nei territori della Sardegna per valorizzare il ruolo dei Centri di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità (CEAS) come punti di riferimento per la diffusione della cultura ambientale e dello sviluppo sostenibile. Un progetto che punta a consolidare la rete regionale INFEAS e a offrire agli operatori un importante momento di confronto, aggiornamento e formazione sulle nuove sfide dell’educazione ambientale.
Sono aperte le adesioni alla terza edizione di CEAS Aperti 2026 in programma dal 24 settembre al 15 ottobre, con un evento residenziale conclusivo il 22 e 23 ottobre al Parco naturale regionale Molentargius-Saline a Cagliari.
CEAS Aperti è il progetto di rete che riunisce dal 2024 i Centri di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità (CEAS) della Sardegna con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra i centri e rinnovare l’impegno della rete regionale INFEAS (Informazione, formazione ed educazione ambientale e alla sostenibilità) nella promozione di stili di vita più responsabili, in linea con la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. La manifestazione è finanziata dalla Regione Sardegna con uno stanziamento di 200 mila euro.
Il progetto è rivolto ai CEAS inseriti nella sezione A ”CEAS non accreditati” del registro regionale dei CEAS (RERC), aggiornato al 18 giugno 2026. L’avviso pubblico e la relativa modulistica sono disponibili sul sito del Parco naturale regionale Molentargius-Saline (www.parcomolentargius.it). Le scadenze sono fissate al 30 giugno per manifestare l’adesione del CEAS e il 15 luglio per trasmettere la scheda progetto per l’evento diffuso.
Il Parco di Molentargius, con il CEAS Molentargius, è l’ente capofila dell’edizione 2026. Oltre a coordinare le attività diffuse nei territori e a ospitare l’evento residenziale conclusivo, avrà il compito di guidare lo sviluppo dell’intera manifestazione.
Quest’anno il tema individuato dal Parco è “Interazioni – Trame di paesaggi, biodiversità e funzioni”, che accompagnerà tutte le attività della manifestazione, promuovendo una riflessione sul rapporto tra ambiente, paesaggio, biodiversità e comunità.
La manifestazione si svilupperà in due fasi. Dal 24 settembre al 15 ottobre, i CEAS aderenti organizzeranno nei rispettivi territori le iniziative rivolte a cittadini, famiglie e scuole, con laboratori, escursioni, incontri e attività di educazione ambientale dedicate al tema dell’edizione. Il 22 e 23 ottobre, invece, il Parco naturale regionale Molentargius-Saline ospiterà l’evento residenziale conclusivo, che riunirà gli operatori della rete INFEAS per due giornate di formazione, confronto e condivisione di esperienze, con laboratori tematici e momenti di approfondimento sulle nuove sfide dell’educazione ambientale.
Una delle principali novità di CEAS Aperti 2026 riguarda proprio l’evento residenziale. Il Parco naturale regionale Molentargius-Saline ha scelto di sostituire le tradizionali “Isole Vetrina”, dedicate alla presentazione delle esperienze dei singoli CEAS, con un percorso di formazione pensato per rafforzare le competenze degli operatori della rete INFEAS.
I partecipanti potranno scegliere tra quattro laboratori tematici dedicati alle metodologie didattiche inclusive, all’osservazione e alla lettura dell’ambiente come strumento di crescita culturale, alla comunicazione e ai linguaggi, anche attraverso le espressioni artistiche, per migliorare le interazioni con i territori, e infine al rapporto tra educazione ambientale e intelligenza artificiale, con un approfondimento sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie a supporto delle attività educative.
“La scelta di affidare al Parco di Molentargius il coordinamento di CEAS Aperti 2026 – afferma Stefano Secci, Presidente del Parco di Molentargius – rappresenta per noi un importante riconoscimento, ma soprattutto una responsabilità che affrontiamo con convinzione. Il Parco di Molentargius ha sempre creduto nel valore della rete INFEAS e nel ruolo che i CEAS svolgono nei territori come strumenti di educazione ambientale, partecipazione e crescita delle comunità. Coordinare questa edizione significa contribuire a rafforzare una rete che consideriamo strategica per diffondere una cultura della sostenibilità sempre più condivisa e capace di coinvolgere cittadini, scuole e istituzioni”.





















