E’ bastato un editoriale polemico nel mio stile che subito, una “mandria di trogloditi”, verosimilmente elettori del Movimento 5 Stelle ha iniziato sui social una campagna d’odio e di minacce, con violenti insulti.
Dal nonnetto con il nipotino in braccio, al giovane studente sono diversi i “leoni da tastiera” o anche meglio definiti i “cani del potere”, perché sono proprio quel tipo di personaggi che hanno la mania di insultare chi la pensa diversamente da loro.
Una pratica che non riguarda solo gli elettori del M5s, sapete io sono ormai abituato, quando scrivo cose non belle per il centro destra sono comunista, quando scrivo cose contro il centro sinistra sono fascista, diciamo che essendo libero possa accettare i “complimenti” trasversali ma non gli insulti.
La libertà d’informazione oggi in Sardegna è in pericolo proprio perché ci sono personaggi che si permettono di insultare i giornalisti senza che nessuno intervenga a difesa del nostro “sporco lavoro”.
Il giornalista ha il diritto di critica, anzi dovrebbe essere il sale del nostro lavoro, ma proprio per questo gli elettori di varia estrazione dovrebbero sapere che gli insulti sono altro e sono intollerabili.
MI aspetto dai vertici del Movimento Cinque Stelle in Sardegna, una presa di posizione, una parola perché il rispetto è il fulcro della libertà e della democrazia.
Di Simone Spiga






















