Il turismo sardo continua a crescere.
Tra gennaio e agosto 2026 le strutture alberghiere ed extralberghiere dell’Isola hanno registrato 3,32 milioni di arrivi e 13,83 milioni di presenze: rispettivamente il 4,0% e il 4,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Sono circa 606 mila i pernottamenti aggiuntivi. È quanto emerge dal nuovo report del centro studi di Confindustria Sardegna, Il turismo in Sardegna tra crescita dei flussi e concentrazione territoriale.
Dopo un inizio d’anno poco dinamico, le presenze sono poi aumentate del 22,4% a maggio e, in misura più contenuta, durante il trimestre estivo. Il contributo principale arriva dai visitatori stranieri: nei primi otto mesi hanno generato 7,33 milioni di pernottamenti, il 10,1% in più rispetto al 2025, compensando abbondantemente la diminuzione dell’1,0% nelle presenze degli italiani e portando la quota estera al 53,0% del totale, osserva l’associazione degli industriali.
Le presenze sarde, 21,72 milioni, collocano la Sardegna al decimo posto tra le regioni italiane, vicina a Puglia (22,68 milioni), Sicilia (23,35 milioni) e Campania (24,04 milioni), ma molto lontana dai numeri di Toscana (55,48 milioni) e Veneto (74,16 milioni).
“Questi risultati mostrano la straordinaria forza della domanda per la Sardegna, e rappresentano soltanto la parte visibile di un iceberg ancora tutto da scoprire – afferma Andrea Porcu, direttore del centro studi di Confindustria Sardegna – Non dobbiamo limitarci ad accogliere più visitatori nei mesi in cui l’Isola è già molto richiesta. La vera sfida è costruire occasioni di viaggio capaci di attrarre una domanda diversa, in altri periodi dell’anno e in territori e ambiti che oggi partecipano poco alla crescita di questo imprescindibile comparto”».
Nel 2024, il valore aggiunto diretto e indiretto della filiera turistica sarda ammontava a circa 6,8 miliardi di euro ed era pari al 19% del valore aggiunto regionale complessivo. Il settore turistico In Sardegna resta ancora fortemente concentrato sia nel tempo sia nello spazio: il 93,3% dei 467 mila posti letto censiti si trova nei 71 comuni litoranei e soltanto il 4,1% delle presenze turistiche è attribuibile all’entroterra. Sulla costa stessa, per altro, la concentrazione resta molto polarizzata: i dieci comuni più visitati concentrano da soli oltre la metà dei pernottamenti dell’Isola, così come il 50,4% delle presenze è nel Nord Sardegna. Anche la stagione rimane breve: nel 2025 soltanto il 4% delle presenze annue si è concentrato tra novembre e marzo.
Confindustria Sardegna ritiene che i dati, con riferimento alla concentrazione dei flussi turistici polarizzata nei primi 10 comuni costieri, indicano “l’opportunità di attuare politiche di sviluppo del comparto più articolate e coraggiose, facilitando e promuovendo iniziative di investimento anche nei piccoli comuni, costieri o dell’interno, così come hanno fatto altre regioni del sud Italia”.



















