Il 24 settembre, nel Golfo di Cagliari, si svolgerà “Squalo 2026”, la grande esercitazione internazionale marittima di ricerca e soccorso (Sar) che vedrà impegnati mezzi navali, aeromobili, elicotteri, sommozzatori e squadre di soccorso italiane e straniere.
Coordinata dal 13/o Maritime Rescue Sub Centre della Guardia Costiera di Cagliari, l’esercitazione nasce nell’ambito della cooperazione internazionale prevista dall’accordo Sarmedocc tra Italia, Francia e Spagna e avrà l’obiettivo di verificare sul campo la capacità del sistema di ricerca e soccorso di fronteggiare un’emergenza in mare con un elevato numero di persone coinvolte.
Al centro dello scenario ci sarà la simulazione dell’ammaraggio di un Boeing 737-800 con 55 persone a bordo, in volo da Tunisi-Cartagine ad Alghero, a seguito di un grave guasto al sistema idraulico dell’aeromobile.
Dopo il “Mayday” lanciato dall’equipaggio e la successiva perdita del contatto radio, si attiverà il dispositivo di soccorso coordinato dal Mrsc di Cagliari.
Ricerca dell’aeromobile, individuazione e recupero dei superstiti, intervento degli elicotteri con gli aerosoccorritori, attività subacquee, gestione dell’emergenza sanitaria a terra e risposta a un simulato sversamento di carburante in mare saranno le principali fasi di un’esercitazione che riprodurrà l’intera catena dei soccorsi, dal primo allarme fino alla gestione delle conseguenze dell’incidente.
Nel dispositivo saranno coinvolte numerose amministrazioni e organizzazioni, tra cui Guardia Costiera, Aeronautica Militare, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Areus 118, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana, Autorità di Sistema Portuale, Enac ed Enav, insieme alle componenti internazionali e agli osservatori stranieri.
All’interno del porto, nella struttura polifunzionale del molo Ichnusa, sarà allestito un centro di coordinamento delle forze in campo, sotto la direzione della Prefettura di Cagliari.




















