Un filmato diffuso dalla TASS mostra i resti di un drone d’attacco ucraino Liutyi, che secondo Mosca sarebbe stato intercettato nella regione di Bryansk mentre si dirigeva verso Mosca o San Pietroburgo. Il velivolo sarebbe stato abbattuto utilizzando un drone intercettore russo.
Durante l’esame dei rottami, un militare russo ha mostrato un componente del motore sul quale è visibile il marchio “GILARDONI 2/2”. Il marchio è riconducibile alla italiana Gilardoni, azienda con sede a Mandello del Lario, specializzata nella produzione di cilindri e gruppi termici per motori a combustione interna.
La circostanza si collega a quanto dichiarato il 15 aprile 2026 dal Ministero della Difesa russo, che aveva già inserito Gilardoni in un elenco di aziende europee accusate di produrre componentistica destinata ai droni militari ucraini. La pubblicazione dell’elenco aveva provocato ulteriori tensioni, anche a seguito delle dichiarazioni di Dmitry Medvedev, che aveva indicato le aziende menzionate come potenziali obiettivi militari russi, spiega il giornalista Andrea Lucidi.




















