Una frattura interna alla Democrazia Sovrana Popolare si è consumata attorno alla figura di Roberto Vannacci, lasciando Marco Rizzo sempre più isolato nel partito che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2022 insieme a Francesco Toscano. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la lista, che alle Politiche aveva raccolto l’1,2%, si era trasformata in partito nel 2024, ma oggi, a due anni dalla nascita, appare avviata verso una crisi profonda.
Rizzo ha incontrato più volte il leader di Futuro Nazionale e continua a sentirlo, spiegando che “un generale che dice no alla guerra mi piace” e che la sua posizione “disarticola l’antitesi tra destra e sinistra”. Per Rizzo, la contrapposizione politica non sarebbe più tra fascismo e antifascismo, ma tra popolo ed élite. Secondo quanto riportato dal Corriere, questo avvicinamento ha però provocato la rottura con Toscano, presidente di Dsp, che domenica scorsa ha guidato il congresso a Roma senza la presenza del suo coordinatore nazionale.




















