“Va Bene l’avvio della mobilità extra-regionale per 66 infermieri destinati alle Case e agli Ospedali di Comunità. È un segnale che va nella direzione giusta, perché rafforzare la sanità territoriale è oggi una priorità non più rinviabile per la Sardegna. Ma è altrettanto chiaro che questo intervento, da solo, non è sufficiente”. Lo sostiene la segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru intervenendo sulla mobilità extra-regionale per gli infermieri.
“Il sistema sanitario sardo soffre di una carenza strutturale di personale e di una rete territoriale che fatica a diventare pienamente operativa – precisa Murru -. Il rischio concreto è che si continui ad aprire contenitori senza garantire servizi reali e continuità assistenziale”.
Per Murru le “Case e gli Ospedali di Comunità devono diventare presìdi vivi, funzionanti, accessibili alle persone, in grado di ridurre davvero la pressione sugli ospedali e migliorare la presa in carico – aggiunge – Per farlo servono scelte lungimiranti, tempi certi, rafforzamento stabile degli organici, superamento del precariato, programmazione chiara e attuazione rapida degli interventi previsti dal DM 77 e dal PNRR”. Secondo la segretaria generale della Uil Sardegna “accanto alla mobilità extra-regionale, è indispensabile attivare anche la mobilità interna, per valorizzare le professionalità già presenti nel sistema sanitario regionale e garantire una distribuzione più equilibrata ed efficace delle risorse sui territori”. Altro nodo fondamentale riguarda le graduatorie esistenti: “È necessario continuare a scorrerle per immettere rapidamente nuovo personale e rispondere con immediatezza alle esigenze dei servizi”.
“Ok procedere – conclude Murru – ma bisogna accelerare. La sanità territoriale è la vera riforma di cui la Sardegna ha bisogno. E si misura sui servizi che i cittadini trovano nelle loro comunità, non sugli atti amministrativi .Ora servono risultati concreti, visibili e immediati”.





















