Turni massacranti, carenze croniche di personale, fughe di professionisti verso altre realtà e un piano di fabbisogni ridotto e paralizzato per mesi dalla burocrazia regionale. Questa la drammatica fotografia del sistema sanitario nel cagliaritano che ha spinto le Segreterie Territoriali di Fp Cgil, Fials, Cisl Fp e Ugl hanno proclamare formalmente lo stato di agitazione di tutto il personale del Comparto Sanità.
La decisione arriva dopo mesi di denunce inascoltate e coinvolge le lavoratrici e i lavoratori – infermieri, OSS, tecnici sanitari, personale amministrativo e ogni altro profilo professionale – di AOU Cagliari, ARNAS Brotzu e ASL Cagliari. Operatori che ogni giorno garantiscono l’assistenza e il funzionamento dei servizi con grande abnegazione, facendo fronte a condizioni di lavoro non più tollerabili.
Nel documento inviato oggi ai vertici di AOU, ARNAS Brotzu, ASL Cagliari, al Prefetto e all’Assessore regionale alla Sanità, le organizzazioni sindacali mettono nero su bianco le criticità insostenibili che gravano sul Servizio Sanitario Territoriale:
- Crisi degli organici e blocco delle assunzioni: Alla storica carenza di personale si aggiunge una costante fuga di professionisti. A peggiorare il quadro, la scelta incomprensibile di ridurre le risorse destinate alle assunzioni nei Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale (PTFP) e, non ultimo, il grave blocco imposto dall’Assessorato alla Sanità che ha tenuto congelata l’analisi e l’approvazione dei PTFP da novembre 2025 fino ad agosto/settembre 2026. In piena emergenza PNRR, un simile ritardo ha reso di fatto inutilizzabili gli stessi piani, impedendo alle aziende di reclutare le figure necessarie nei tempi utili.
- Sfruttamento sistemico del lavoro straordinario: La copertura dei turni ordinari viene regolarmente delegata all’uso massiccio di ore straordinarie e prestazioni aggiuntive. Una deriva che ha oltrepassato ogni limite di sostenibilità fisica e psicologica, negando il diritto al riposo e alla conciliazione tra vita e lavoro, con pesanti ripercussioni sulla salute degli operatori e sulla sicurezza e qualità dell’assistenza ai cittadini.
A fronte di questo scenario, il sindacato ha proclamato l’avvio immediato delle seguenti azioni di lotta:
- Astensione dalle prestazioni aggiuntive: totale indisponibilità ad aderire a qualunque tipologia di prestazione oraria straordinaria o a progetti straordinari, sino al ripristino di corrette relazioni sindacali.
- Applicazione puntuale dell’orario di lavoro: osservanza scrupolosa dei turni e delle pause contrattuali, compresi i tempi di vestizione/svestizione e passaggio delle consegne, senza alcun prolungamento d’orario non autorizzato.
- Assemblee del personale e convergenza regionale: organizzazione di un ciclo di assemblee nei presidi ospedalieri per informare i lavoratori e coordinare iniziative di lotta comuni con gli altri territori della Sardegna, da portare direttamente all’attenzione delle istituzioni regionali.
Le Segreterie Territoriali chiedono alle Autorità in indirizzo di convocare senza indugio le parti per l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione (previste dalla Legge 146/90). In mancanza di risposte rapide e concrete, il sindacato si è riservato di mettere in campo ogni ulteriore forma legittima di protesta, compreso lo sciopero generale aziendale.






















