Violenti scontri tra polizia e studenti universitari e delle scuole superiori si sono verificati sabato, nel quinto giorno di proteste a Tirana, con richiesta centrale le dimissioni del governo Rama.
Gli scontri sono iniziati in viale Durazzo, vicino al ministero dell’Istruzione, dove si sono radunate centinaia di persone a volto coperto, e si sono poi estesi a tutta la capitale albanese. I manifestanti hanno lanciato pietre contro le forze di polizia e appiccato il fuoco ai cassonetti, erigendo barricate.
Gli agenti, tramite megafoni, invitavano la folla a rinunciare alla violenza e hanno poi usato gas lacrimogeni e idranti per disperdere i presenti.
Parallelamente sono partite proteste in molte città albanesi. A Lezha e a Durazzo la tensione è molto alta e la polizia ha effettuato decine di arresti.
Venerdì è stato lanciato un appello agli albanesi della diaspora a unirsi alle proteste, mentre al fianco degli studenti sono scesi in piazza anche i manifestanti del movimento “Flamingo”, mobilitati dallo scorso giugno.




















