Ammonterebbe a 310 milioni di euro il “buco” della Fondazione Milano Cortina, di cui 230 milioni per maggiori costi e 80 milioni per minori entrate rispetto al previsto.
Questo dovrebbe essere il profondo rosso relativo alle Olimpiadi invernali che secondo gli organizzatori non avrebbe avuto “costo zero” per il settore pubblico, ma che invece sembra essere l’ennesimo mega buco per eventi di questo tipo.
La cifra sarebbe stata comunicata il 9 aprile al consiglio d’amministrazione: se verrà confermata a fine anno, con la chiusura del bilancio, i soci dovranno versare l’ammanco. E i soci sono lo Stato (che si accollerebbe il 50%), le Regioni Lombardia e Veneto, le province autonome Trento e Bolzano, nonché i Comuni ospitanti, tra cui Milano.
I responsabili di questo macello sono tanti, la politica di destra, sinistra e di centro felicissimi della scelta di Milano Cortina, ma in primis è Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 e oggi candidato anche alla Presidenza della Figc.
Malagò intervistato da Milano Finanza, ha osato affermare sulle Olimpiadi: “Sarà un successo. A livello economico ci saranno nell’immediato formidabili benefici per il Paese: ci sono studi di tre Università che indicano valori tra 5,2 e 5,5 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 36.000 nuovi addetti. L’edizione è un unicum nella storia dei Giochi e un modello innovativo e coraggioso per gli eventi sportivi che verranno”.
Malagò è l’uomo buono per tutte le stagioni, sempre in pole position per ogni incarico possibile…
Di Simone Spiga





















