Dataroom del Corriere della Sera, condotto da MIlena Gabanelli, definisce la Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari) come un “poltronificio” a causa dei forti ritardi e degli elevati costi nello smantellamento del nucleare italiano.
Dal 1999 questa società pubblica, che finanziamo con la nostra bolletta elettrica, ci è costata un sacco di soldi: più di 4 miliardi di euro.
Era nata con l’obiettivo di smantellare le centrali nucleari e mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi. Fine lavori prevista nel 2019. Ma tutto è ancora lì, e ora si rimanda al 2036.
Nessun CdA è mai stato riconfermato. Nessuno ha mai ottenuto risultati apprezzabili. Nessuno ha mai pagato il conto. Una società che va così male da venire commissariata l’anno scorso. E cosa decide di fare subito, il commissario? Riconferma di tutti i dirigenti, dando loro persino il premio di produttività. Come se il commissariamento stesso, in sostanza, non ci fosse mai stato.




















