“In Sardegna mancano circa 3mila infermieri per raggiungere i giusti standard europei, adesso con il protocollo Italia-India appena firmato arriveranno in Italia circa 10mila infermieri: un esercito che taglierà fuori tantissimi giovani che avrebbero voluto lavorare come infermieri”.
Lo denuncia la Uil Fp Sardegna con il segretario generale Mimmo Foddis, il segretario organizzativo Massimo Marceddu e il segretario Fabio Sanna “Il recente protocollo Italia-India non può essere accettato passivamente”, sottolineano i sindacalisti. E la Uil Fp spiega il “paradosso” che sta avvenendo in Sardegna: “Mentre in 15 regioni italiane si soffre per la mancanza di iscritti ai test di infermieristica, in Sardegna il numero dei candidati sardi è di 800, a fronte dei 330 posti circa messi a disposizione – sottolineano i sindacalisti – Stesso discorso per i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e i Tecnici Sanitari di Laboratorio Medico. Nel caso dei primi a fronte di 300 partecipanti ai test, ne vengono reclutati solamente 58, per i secondi su 102 aspiranti ne vengono assorbiti solo 53. Una situazione aberrante e inaccettabile”.
E la Uil Fp rincara la dose: “Respingiamo i nostri giovani per poi ritrovarci a rincorrere soluzioni d’oltremare – sottolineano i sindacalisti -. È necessario un intervento politico immediato per risolvere questo problema. Basta lamentarsi e piangersi addosso, è giunto il momento di azioni concrete e di prospettiva”. Secondo il sindacato bisogna agire a breve e a lungo termine: “A breve-medio termine con il superamento di numero chiuso e delocalizzazione – evidenzia – Alla Regione il compito di farsi promotrice presso gli Atenei di Cagliari e Sassari per un ampliamento straordinario dei posti e per la delocalizzazione dei poli didattici sul territorio regionale, aumentando i numeri attuali, prevedendo anche degli assegni di studio per gli studenti in infermieristica, dei TSRM e TSLB.
A lungo termine avviare politiche di attrattività e retention”.
Secondo il sindacato, infatti, “importare professionisti dall’estero senza cambiare le regole del gioco è un investimento a perdere”. La professione infermieristica e dei TSRM e TSLB “va resa attrattiva attraverso adeguati stanziamenti economici; progressioni di carriera chiare e rapide, che valorizzino le specializzazioni cliniche; piani di stabilizzazione del personale; housing sanitario teso a favorire e risolvere le criticità abitative”.
“La Uil Fp Sardegna – concludono Foddis, Marceddu e Sanna – chiede la convocazione immediata di un tavolo di programmazione unitario – una vera e propria Conferenza regionale sulle professioni sanitarie e sociali – per pianificare il futuro dei lavoratori e della salute dei sardi”.
















