Le coste d’Ogliastra e il Golfo di Orosei in Sardegna hanno fatto da cornice al terzo giorno del tour del Meeting Internazionale The Longevity Experience, che riunisce le terre della longevità.
I delegati di Giappone, Costa Rica, Grecia e Sardegna hanno navigato dal porto di Arbatax lungo la costa di Baunei, che nella classifica Cinque Vele 2026 di Legambiente e Touring Club vale alla Sardegna sei riconoscimenti e a Baunei il secondo posto assoluto in Italia.
Poi una sosta a Cala Mariolu, novanta minuti di acqua tra le più trasparenti del Mediterraneo.
Poi al largo di Cala Goloritzè — eletta spiaggia più bella del mondo 2025 da The World’s 50 Best Beaches.
Hiroshi Toyama delegato di Okinawa ha riconosciuto il golfo ogliastrino a colpo d’occhio: “Siamo un’isola, viviamo le stesse pressioni. Gli accessi vanno regolati — dice – prima che sia il turismo a decidere al posto nostro”. Un concetto condiviso anche da altri delegati.
Tre giorni di territorio tra le meraviglie della Sardegna hanno portato ai delegati dei tre continenti la stessa cosa, cioè che la longevità è una postura verso il mondo. Un modo di stare nel tempo che si trasmette attraverso i gesti, i sapori, il paesaggio. Un patrimonio che la Sardegna condivide con Okinawa, Nicoya e Ikaria — e che oggi, per la prima volta, questi quattro territori hanno deciso di raccontare insieme.
L’assessorato al Turismo della Sardegna ha immaginato e guidato l’iniziativa dall’origine, costruendo mesi di relazioni diplomatiche con tre continenti. I Comuni e le province che hanno messo a disposizione i loro territori. La Camera di Commercio di Sassari e Promocamera hanno garantito la struttura operativa che ha reso possibile accogliere delegazioni da quattro Paesi.
“Queste tre giornate erano un argomento – dichiara l’assessore al Turismo Franco Cuccureddu a conclusione del programma -.
Abbiamo portato delegati da tre continenti dentro la Sardegna reale: il borgo che accoglie, la cucina che tramanda, la pietra che dura, il mare che primeggia. Ogni tappa ha risposto alla stessa domanda: perché qui si vive più a lungo. La risposta è ovunque, basta saperla guardare”.





















