“Nei giorni scorsi un gruppo di solidali si è recato sotto il carcere di Massama, a Oristano, per portare solidarietà ai detenuti e, in particolare, al nostro amico e compagno Paolo, trasferito da alcuni giorni dal carcere di Uta a quello di Massama, carcere che detiene per lo più prigionieri in alta sicurezza”, si legge in un post pubblicato sui social dalla pagina Anarchicx contro carcere e repressione.
“Paolo ha svelato gli abusi e le torture praticate dalla polizia penitenziaria sui prigionieri nel lager di Uta, raccontando le violenze e i soprusi, sovvertendo le versioni ufficiali che vengono diffuse quando tutti stanno in silenzio, dove si costringono i prigionieri a bere acqua che sgorga dai rubinetti del carcere, piena di colibatteri fecali, perché non dispongono del denaro per comprare le bottiglie d’acqua dello spaccio.
Noi siamo sempre dalla parte di chi lotta, per questo siamo a fianco di Paolo e, come abbiamo cercato e cercheremo ancora di non lasciare pace all’amministrazione del carcere di Uta, lo faremo anche con l’amministrazione del carcere di Massama, ricordando che la storia ci ha insegnato che le galere possono bruciare e trasformarsi in macerie”, conclude così il post pubblicato.




















