Lo hanno fermato prima usando lo spray al peperoncino e poi bloccandolo a faccia in giù e legandogli polsi e caviglie.
È morto così Abderrahim Fakir, 42enne di origine marocchina, regolare, fermato questa mattina dagli agenti di polizia dopo essere andato in escandescenze in via Svevo, nel cuore del Pilastro, quartiere popolare e multietnico di Bologna.
E proprio lì, tra quelle strade, è scoppiato il caos, con i residenti e i parenti della vittima che hanno chiesto a gran voce “giustizia” intonando cori contro la polizia.
In un drammatico video sono impressi gli ultimi attimi di vita dell’uomo mentre urla ‘basta, aiuto’ fino a perdere i sensi sotto gli occhi degli agenti e di alcuni soccorritori giunti sul posto. La questura di Bologna ha fatto sapere che le “bodycam dei poliziotti verranno subito messe a disposizione del pm” Domenico Ambrosino.
È la tarda mattinata di un’afosa domenica d’estate quando alcuni residenti del Pilastro allertano le forze dell’ordine della presenza di un uomo che sta dando in escandescenze in un garage di via Svevo. È Abderrahim Fakir, titolare di una impresa di facchinaggio, arrivato al Pilastro per fare visita ad alcuni parenti. Sul posto arrivano una volante e l’ambulanza del 118. Gli agenti provano a calmare l’uomo che però si scaglia contro di loro dando anche alcuni calci all’auto.
A quel punto i poliziotti avrebbero prima utilizzato lo spray urticante e poi bloccato a terra l’uomo tenendogli i polsi dietro la schiena con le ginocchia nel tentativo di ammanettarlo. Momenti concitati impressi in un video registrato da uno dei residenti che ha assistito al fermo dalla finestra della propria abitazione.
“Basta, aiuto”, si sente urlare. I poliziotti provano a bloccarlo ma l’uomo continua a dimenarsi mentre una terza persona, probabilmente un residente, li aiuta bloccando le caviglie del 42enne che, poco dopo, sembra perdere i sensi. Uno degli agenti prova a sincerarsi delle sue condizioni ma senza risposta. Minuti drammatici ai quali hanno assistito almeno due dei soccorritori giunti sul posto, che però nel video non si vedono mai intervenire, se non dopo che l’uomo ormai privo di sensi viene legato a polsi e caviglie.
L’Ausl di Bologna ha disposto un’indagine interna per fare luce sull’episodio. “Io non mi darò pace finché mio fratello non sarà vendicato. Non mi darò pace – le parole disperate della sorella di Abderrahim -. Non sappiamo cosa è successo, lo sanno loro, la polizia. A noi è arrivata la chiamata che è morto. Lo hanno ammanettato ed è morto. Lo hanno aggredito loro. Lo hanno ammazzato e picchiato, ci sono testimoni”.
Tanti i residenti che si sono riversati in strada e che hanno intonato cori contro la polizia. Solo l’intervento del fratello della vittima, che viveva con lui, è riuscito a calmare gli animi. “Lui sempre chiedeva aiuto. Non ha fatto niente, chiedeva solo aiuto. Era un po’ agitato, chiedeva aiuto, aiuto, aiuto”, riferisce uno dei testimoni che vive proprio nel condominio di via Svevo.
“Quello che vediamo nel video di Bologna è un fatto estremamente grave. Si tratterebbe dell’ennesimo caso di un uomo in chiaro stato confusionale, che chiede aiuto e invece di avere soccorso viene bloccato dalle forze dell’ordine e si dirà che è morto per asfissia posturale. Mi auguro che non sia così, che non sia l’ennesimo caso, come quello che è successo a Riccardo Magherini o a Federico Aldrovandi. Rispetto alla richiesta di aiuto si risponde con la forza”. Lo afferma la senatrice di Avs, Ilaria Cucchi, la quale annuncia un’interrogazione parlamentare in merito alla vicenda.

















