“La Casa del Made in Italy è la casa delle imprese italiane”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che ha inaugurato oggi in via Brenta a Cagliari la nuova sede territoriale del dicastero, la ventisettesima aperta in Italia, pensata come punto di riferimento per imprese, associazioni e operatori economici.
“Qui il personale del nostro dicastero, già presente sul territorio e riqualificato per questi nuovi incarichi, potrà fornire informazioni e assistenza nel luogo più vicino alle imprese”, ha spiegato Urso, sottolineando l’attenzione soprattutto verso “le piccole e medie imprese, le imprese artigianali e chiunque svolga un’attività produttiva”
La nuova struttura, ha aggiunto il ministro, sarà “un luogo di ascolto, di informazione, di assistenza e anche di consultazione con le associazioni di impresa territoriali”, con l’obiettivo di accompagnare le aziende nell’accesso agli strumenti messi a disposizione dallo Stato e dagli enti preposti allo sviluppo industriale e all’internazionalizzazione.
Urso ha citato, tra gli strumenti a disposizione delle imprese, realtà come Invitalia, Cassa Depositi e Prestiti, Sace, le Camere di commercio italiane all’estero, l’Istituto per il commercio estero e Simest.
“Servono – ha spiegato – per meglio supportare l’attività delle nostre imprese”.
All’inaugurazione, cui è seguita la presentazione di un nuovo annullo filatelico, hanno partecipato, tra gli altri, per la Regione Sardegna l’assessore al Turismo e Commercio Franco Cuccureddu, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, i parlamentari di Fratelli d’Italia Francesco Mura, Salvatore Deidda e Gianni Lampis, oltre ai rappresentanti delle principali associazioni di categoria, tra cui Confindustria, Confapi e Coldiretti, la Camera di Commercio di Cagliari-Oristano e gli esponenti del mondo produttivo regionale.
“Non ci sono nuove assunzioni per questa tipologia di strutture – ha chiarito Urso -: abbiamo razionalizzato quanto era già esistente e utilizzato il personale del dicastero”.
L’obiettivo del ministero è arrivare, entro la fine della legislatura, “ad avere una Casa del Made in Italy in ogni provincia italiana che abbia una particolare vocazione industriale e produttiva”.
Per il ministro, la presenza delle nuove sedi territoriali rappresenta anche un modo per raccogliere le esigenze dei territori: “Dobbiamo interpretare meglio, anche nelle politiche nazionali, quelle che sono le diverse peculiarità del nostro grande e bellissimo Paese”.


















