Sono arrivate le prime verbalizzazioni di sanzioni per i cittadini che hanno protestato contro lo sbarco dei sionisti in terra sarda. Non parliamo della manifestazione di domenica 28 giugno, ma dei fatti accaduti alcuni giorni prima.
Il 18 giugno, alcuni cittadini si ritrovano all’aeroporto e allo sbarco degli israeliani, esprimono dissenso, tuttavia senza trascendere.
Le violazioni contestate sono di “presidio non autorizzato”, finalizzato a contestare l’arrivo dei passeggeri provenienti da Tel Aviv”, “indirizzavano loro slogan offensivi in riferimento alla nazionalità”.
Il rischio è una multa da 1.000 a 10.000 euro.
In realtà, o dalla questura non conoscono la differenza tra “nazionalità” (israeliana) e ideologia (sionista), oppure hanno volutamente calcato la mano. I cittadini avevano esclusivamente striscioni anti-sionisti.

I cittadini che protestano sono meno delle dita di una mano, troppo pochi per considerarla una manifestazione organizzata. Su quali basi opera la repressione?
Potrebbero sanzionare tranquillamente dei tifosi del calcio che insultano un’altra squadra. Dire a una persona di non essere gradita è un insulto?

Viviamo nel paese che ha inventato il fascismo e non fa nulla per prenderne le distanze. La legislazione liberticida è il sintomo di una regressione dei diritti. Per contro, le piazze sono piene di persone che rivendicano orgogliosamente e impunemente di essere fascista, pur essendo reato di apologia.






















Tratto da sindipendente.com