Ha inoltre all’attivo partnership con aziende israeliane che operano nell’ambito di analisi dati, intelligenza artificiale e cybersecurity, ritenute fondamentali per il controllo della popolazione palestinese.
Sostenere l’economia degli insediamenti rafforza strutture che impediscono la fine dell’occupazione e contribuisce a perpetuare la privazione dei diritti fondamentali dei palestinesi. L’occupazione ha conseguenze devastanti sulla mobilità, sull’accesso alle risorse e sulla libertà economica della popolazione palestinese.
Carrefour ha cessato le operazioni in diversi paesi mediorientali a causa del clima commerciale e delle pressioni di boicottaggio. E ora si prepara a lasciare anche l’Italia dopo la vendita di Carrefour Italia alla società NewPrinces Group.
Viste le gravi complicità del marchio, chiediamo al nuovo acquirente di rescindere al più presto ogni legame con Carrefour senza attendere i tre anni ipotizzati per la sostituzione delle insegne, in quanto queste complicità ci risultano essere in netto contrasto con il codice etico di NewPrinces Group.
Abbiamo praticato una forma di lotta dal basso, determinata e costante, che mette al centro la solidarietà con il popolo palestinese e il rifiuto di ogni complicità con colonialismo, occupazione e genocidio.
Una lotta che si inserisce nel percorso più ampio del movimento BDS, fatto di pressione, consapevolezza e azione collettiva. Carrefour lascia l’Italia, ma la campagna BDS è globale e la denuncia continua.
Continuiamo a boicottare, a organizzarci, a costruire alleanze e a lottare finché giustizia, libertà e autodeterminazione non saranno una realtà per la Palestina”, affermano gli organizzatori del Bds.
























