Sono 4 le persone di Ultima Generazione che hanno preso parte a un’azione di disobbedienza civile nonviolenta nella quale è stata versata vernice lavabile arancione davanti all’ingresso della sede di Intesa SanPaolo a Porta Palazzo, colorando la facciata dell’istituto. Le persone hanno distribuito ai passanti dei volantini, rivendicando così l’azione nonviolenta di apertura della nuova campagna di Ultima Generazione “Non con i nostri soldi” contro le banche che finanziano combustibili fossili e industria delle armi.
Alle 17,40 sono arrivate le forze dell’ordine che hanno identificato le persone per poi portarle in questura.
Alina, 36 anni, mamma di tre figli, ha dichiarato durante l’azione nonviolenta: “Quando ho scoperto che i miei soldi depositati sul mio conto corrente andavano a finanziare tutto ciò a cui mi opponevo, non ci volevo credere. Si parla tanto di guerra e di petrolio, gas e carbone, ma queste industrie non vanno avanti senza soldi, e quei soldi arrivano dalle banche, che usano principalmente i nostri risparmi. Quindi, alla nostra insaputa, le banche investono con i nostri soldi nella nostra distruzione, investono in cose che la maggior parte di noi non finanzierebbe mai, tipo le armi o il carbone. Ma appena l’ho scoperto ho anche capito una cosa semplice: bastano pochi minuti per chiudere un conto e aprirne un altro in una banca che non lo fa. L’ho fatto io, l’hanno già fatto altre persone del mio quartiere, e i soldi spostati stanno già finanziando cooperative che creano lavoro vero, impianti di energia rinnovabile che ci rendono indipendenti, imprese agricole che curano il territorio in cui viviamo tutti. Sono soldi che tornano alla comunità e la rendono più forte. Non è più il momento delle facce pulite e delle campagne di sostenibilità: se le banche continuano a scommettere e guadagnare sulla fine del mondo, non lo faranno più con i nostri soldi.”





















