L’ironia nell’arte italiana, dagli anni Cinquanta a oggi, nelle opere di oltre 70 artisti, più di 100 opere e documenti d’archivio. La propone una mostra intitolata proprio “Facile ironia”: andrà in scena al Mambo di Bologna fino al 7 settembre a cura di Lorenzo Balbi, direttore artistico dello stesso Museo d’arte moderna, e Caterina Molteni.
Si spazia dal potere immaginativo di Bruno Munari all’irriverenza di Piero Manzoni, dalla vertigine del paradosso di Gino De Dominicis alla sfera politica con Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto. E, ancora, ci sono in mostra la sfida agli stereotipi femminili di Tomaso Binga e Mirella Bentivoglio, la sperimentazione linguistica del nonsense di Adriano Spatola e Giulia Niccolai. Con Maurizio Cattelan, Paola Pivi e Francesco Vezzoli, invece, “l’accostamento contraddittorio tra soggetti e situazioni sfrutterà l’ironia per svelare le incongruenze del presente”, segnalano gli organizzatori, mentre Chiara Fumai e Italo Zuffi, con le loro opere, tentano di smascherare le regole non scritte del sistema dell’arte. Non manca il duo artistico Eva e Franco Mattes che, attingendo al linguaggio dei meme diffusi sul web, indaga la “forma umoristica” che caratterizza oggi la rete.




















