Il cargo russo indicato dalle fonti di “Agenzia Nova” per il trasferimento in Mali di una parte dei mezzi militari sbarcati a Tobruk è ripartito questa mattina da Bengasi, seguendo una rotta che raggiunge l’area di Bamako. Il nuovo movimento aggiunge un riscontro alla continuità dei collegamenti fra la Libia orientale e il Sahel, lungo una direttrice utilizzata dalla logistica russa in Africa. Si tratta dell’Ilyushin Il-76TD con registrazione RA-76363, operato dal ministero russo per le Situazioni d’emergenza, noto come MChS o Emercom. Il contenuto della missione odierna, segnalata su X dall’account Taha Hadeed, non è conosciuto.
Secondo la cronologia pubblica di Flightradar24, il velivolo è decollato da Bengasi alle 03:09 UTC (05:09 ora italiana), con il nominativo SUM9621. La piattaforma registra il volo come concluso alle 08:44 UTC (10:44 ora italiana), dopo cinque ore e 35 minuti. Il campo relativo all’aeroporto di destinazione rimane privo di indicazione, mentre la ricostruzione cartografica della traccia mostra un percorso attraverso il Sahara e il Sahel fino al Mali sud-occidentale, nell’area della capitale. Il cargo era arrivato a Bengasi il 22 settembre alle 08:45 UTC (10:45 ora italiana), proveniente da Mosca-Chkalovsky: la permanenza nello scalo libico è quindi durata circa 18 ore e 24 minuti. La sequenza richiama quella documentata la settimana precedente e ricostruita nel servizio pubblicato da “Nova” ieri, 22 settembre. Lo stesso aereo era partito da Chkalovsky il 15 settembre, raggiungendo Bengasi dopo un volo di sette ore e 32 minuti. Il 16 settembre aveva lasciato la Libia alla volta dell’aeroporto internazionale Modibo Keita-Senou di Bamako, con una durata di cinque ore e 42 minuti, per effettuare il collegamento inverso il 17 settembre. Un’altra tratta Bengasi-Bamako risultava già il 6 settembre. Il movimento odierno si inserisce dunque in una serie di rotazioni dello stesso velivolo fra la Russia, la Cirenaica e il Mali.
Il collegamento con i materiali militari arrivati via mare è stato riferito a “Nova” da fonti di sicurezza libiche informate sui movimenti. Secondo la ricostruzione pubblicata ieri, una parte del carico giunto il 13 settembre a Tobruk e scaricato il giorno successivo sarebbe stata trasferita in Mali dopo una breve permanenza nelle basi libiche. Le fonti hanno indicato proprio il RA-76363 come velivolo impiegato. La partenza del 16 settembre, due giorni dopo lo scarico nel porto della Libia nord-orientale, è temporalmente compatibile con questo racconto. I dati di volo, ovviamente, documentano solo gli spostamenti dell’aereo e non consentono di identificare autonomamente ciò che trasportava.
La spedizione scaricata a Tobruk sarebbe stata smistata fra Al Khadim, a est di Bengasi, Al Qardabiya, a sud di Sirte, e Al Jufra, nella Libia centrale. Al Khadim avrebbe ricevuto apparati tecnici avanzati e munizioni, una quota rilevante dei mezzi armati e blindati sarebbe stata indirizzata ad Al Qardabiya, mentre altri convogli avrebbero raggiunto Al Jufra, punto di collegamento fra la costa mediterranea, il Fezzan e il Sahel. “Il carico era destinato specificamente all’Africa Corps”, hanno riferito le fonti, secondo cui l’Esercito nazionale libico (Enl) del maresciallo di campo Khalifa Haftar non avrebbe ricevuto quantitativi rilevanti dalla nuova consegna. L’Africa Corps è la struttura controllata dal ministero della Difesa russo che ha progressivamente assorbito personale e funzioni del gruppo Wagner. I mezzi erano arrivati a bordo dei cargo “Anastasiia” e “Yuriy Arshenevskiy”, accompagnati dalla nave da sbarco “Aleksandr Shabalin”. Le immagini satellitari e i filmati esaminati dagli account specializzati Sonarrow, GeoInsider e Libya Field Notes avevano mostrato camion logistici, veicoli corazzati e mezzi protetti contro mine e imboscate. Fra gli equipaggiamenti identificati figuravano anche un’autogru, mezzi per il trasporto di acqua e carburante e una cucina da campo: materiali funzionali al sostegno di reparti impiegati lontano da infrastrutture consolidate.
Ai movimenti aerei si affiancano nuove segnalazioni sui social riguardanti spostamenti terrestri. Un filmato circolato su Facebook da un popolare account libico viene presentato come ripreso lungo l’asse fra Agedabia e Sirte, con una colonna diretta verso est. I fotogrammi mostrano quattro camion telonati e cinque pick-up Toyota, ma non consentono di verificare autonomamente luogo, data e appartenenza del convoglio. La configurazione a tre assi di uno dei camion presenta somiglianze generali con mezzi documentati a Tobruk, dove Libya Field Notes aveva identificato almeno tre Ural Tornado-U. La ripresa posteriore, che nasconde quasi tutta la cabina, non permette però di confermare lo stesso modello o un legame con la spedizione russa. L’attribuzione ai russi è discussa anche nei commenti al filmato, con il sarcasmo di alcuni utenti libici. “C’è scritto ‘rivoluzionari di Mosca’ sui veicoli?”, domanda uno di loro, ricorrendo a una formula che richiama le denominazioni delle formazioni locali.
Il ruolo della Libia nella rete logistica russa verso l’Africa subsahariana emerge anche dallo studio pubblicato il 12 agosto dall’organizzazione investigativa C4ADS. Analizzando i dati fra gennaio 2025 e luglio 2026, i ricercatori hanno individuato 75 voli collegati alle attività militari russe in Mali, Burkina Faso e Niger, evidenziando l’importanza degli scali libici. Dodici voli erano attribuiti all’Emercom: l’organizzazione ricorda che il ministero svolge missioni umanitarie, ma cita anche precedenti accuse di trasporto di personale e materiali militari o paramilitari. Per il Mali, lo studio segnala inoltre la presenza di una base russa presso l’aeroporto di Bamako, precedentemente utilizzata da Wagner e successivamente passata all’Africa Corps.






















