È arrivato dal direttore uscente del Mossad, David Barnea, la conferma ufficiale di ciò che si era intuito da tempo: le operazioni condotte da M., il funzionario dell’agenzia di intelligence israeliana rimasto ucciso in un incidente in barca sul Lago Maggiore nel maggio 2023, «hanno avuto un impatto significativo sul successo della campagna contro l’Iran».
Barnea ha elogiato l’operato della spia – e confermato che, a differenza di quanto hanno spesso raccontato i giornali italiani – non si chiamava Shimoni Erez, in quanto quello era un nome di fantasia – intervenendo alle celebrazioni per la ricorrenza dello Yom HaZikaron (Giorno del ricordo), una delle date più importanti per i cittadini israeliani e in generale per tutti gli ebrei.
Il direttore ne ha ricordato la capacità di combinare «creatività e ingegno con la tecnologia avanzata» e ha fatto riferimento all’operazione Roaring Lion, ovvero gli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran dal 28 febbraio scorso (Washington soprattutto contro i proxy di Teheran con logica di deterrenza, Gerusalemme contro la leadership e i programmi missilistici e nucleari con logica di prevenzione e neutralizzazione). «Durante l’operazione Roaring Lion, i miei pensieri e il mio cuore si sono riempiti di orgoglio per l’immagine e le azioni di M., caduto fuori da Israele nell’adempimento del suo dovere», ha detto con riferimento al funzionario, che aveva un’esperienza di oltre trent’anni nell’agenzia.
In quell’incidente persero la vita anche Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi, due funzionari dell’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna), ovvero il servizio “collegato” del Mossad. Avevano rispettivamente 62 e 53 anni.





















