Con una nota inviata al Direttore Generale della Asl di Cagliari, Aldo Atzori e al Direttore Sanitario, Alessandro Coni, la Fials di Cagliari denuncia la grave situazione in cui versa il personale OSS del reparto di Anestesia e Rianimazione, a seguito della riorganizzazione avviata ormai da due anni e mezzo.
“Tale unificazione tra Rianimazione 1 e Rianimazione 2 è stata gestita superficialmente, quasi si trattasse di una semplice “riunione familiare”, ignorando che in realtà si tratta di due centri di costo completamente diversi, infatti permangono due distinte figure di coordinamento”, scrive Giampaolo Cugliara.
“Attualmente, la distribuzione delle risorse e dei carichi di lavoro risulta fortemente squilibrata e non più tollerabile sotto il profilo della sicurezza sul lavoro e dei livelli minimi di assistenza”…”Nella Rianimazione 1 sono accolti circa 6-7 pazienti a fronte di una presenza di 15 OSS, mentre nella Rianimazione 2, a fronte di 4 pazienti ricoverati, si può contare sulla presenza degli OSS in organico in tutta la rianimazione 1.
Le due Rianimazione contano 24 infermieri in rianimazione 1 e 15 infermieri in rianimazione 2”, prosegue Cugliara.
“Si ricorda che, in concomitanza con il nuovo assetto organizzativo, erano stati trasferiti 5 OSS ad oggi, tali operatori non sono mai rientrati in servizio presso il reparto .Dove sono stati allocati? Stanno svolgendo i propri compiti d’istituto?
Considerata l’estrema delicatezza, complessità e instabilità clinica che caratterizzano un reparto di terapia intensiva e rianimazione, la mancanza di questi 5 operatori socio-sanitari genera ripercussioni drammatiche non solo sul personale, ma soprattutto sulla sicurezza dei pazienti”, incalza Cugliara.
“La drastica contrazione dell’organico costringe gli OSS in turno a una costante e letterale “corsa contro il tempo” per sopperire alle mancanze strutturali. Tale frenesia organizzativa riduce inevitabilmente i tempi materiali da dedicare alle attività dirette sulla persona. In un contesto in cui la precisione e la tempestività sono vitali, il minutaggio assistenziale dedicato all’igiene, al posizionamento terapeutico, alla prevenzione delle lesioni da pressione e alla collaborazione nelle manovre d’emergenza risulta gravemente sacrificato, innalzando esponenzialmente il livello di rischio clinico (infezioni correlate all’assistenza, cadute, ritardi nelle cure)”…”Questa cronica carenza d’organico costringe qualche volta un unico Operatore Socio-Sanitario a dover coprire il turno notturno in totale solitudine insieme agli infermieri di rianimazione I e 2, per la gestione di tutti i pazienti della Rianimazione 1 e 2″, prosegue la nota della Fials.
“Tale modello si pone in palese contrasto con i precetti del D.Lgs. 8 I /2008 in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, che impone la valutazione dello stress lavoro-correlato (Art. 28) e vieta l’esposizione del lavoratore a carichi insostenibili o all’isolamento notturno, in violazione anche dell’Art. 2087 del Codice Civile”…”Tale carenza lede i diritti di controllo sindacale previsti dall’Art. 9 della Legge 300/1970 e i principi costituzionali di tutela della salute e della dignità umana (Artt. 32 e 41 Cost.). Sotto il profilo della responsabilità oggettiva, la scopertura assistenziale notturna o diurna configura una evidente “culpa in organizzando” ai sensi della Legge 24/2017 (Legge Gelli-Bianco), esponendo l’Azienda alla responsabilità per l’impossibilità fisica di garantire la sicurezza delle cure e di intervenire tempestivamente sulle urgenze”, scrive ancora Cugliara della Fials.
“Per le ragioni esposte, la Fials Cagliari diffida formalmente l’Azienda dal proseguire con moduli organizzativi notturni che prevedano un solo operatore OSS in turno e richiede l’immediato ripristino e l’integrazione dei 5 OSS trasferiti. In assenza di un immediato adeguamento dei turni e dei livelli occupazionali, la scrivente organizzazione sindacale si vedrà costretta, a tutela dei lavoratori e della sicurezza degli utenti, a denunciare lo stato delle cose agli organi di vigilanza competenti (SPRESAL e Ispettorato Territoriale del Lavoro) e ad adire le
competenti vie giudiziarie”, conclude Giampaolo Cugliara della Fials di Cagliari.




















