La Regione Sardegna metterà a disposizione degli enti locali 83,5 milioni di euro per riqualificare gli immobili scolastici.
Comuni, Unioni di Comuni e Comunità montane potranno presentare le candidature sulla piattaforma Ares (Anagrafe regionale edilizia scolastica) dal 23 settembre fino al 23 ottobre, data di scadenza dell’avviso pubblico curato dall’assessorato della Pubblica Istruzione nell’ambito della programmazione FSC 2021-2027 e del Piano straordinario di edilizia scolastica Iscol@.
“Non parliamo solo di edifici”, sottolinea l’assessora della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas.
“Parliamo dei luoghi in cui ogni giorno bambine, bambini, ragazze e ragazzi imparano, crescono, costruiscono relazioni e sviluppano competenze”.
L’investimento finanzia interventi di riqualificazione, adeguamento e nuova realizzazione degli edifici scolastici pubblici, con particolare attenzione alla sicurezza strutturale e sismica, all’efficienza energetica, all’accessibilità universale, alla sostenibilità ambientale e alla qualità degli spazi didattici.
Le risorse dell’avviso sono suddivise tra due linee: 44 milioni di euro per l’adeguamento strutturale e il miglioramento degli ambienti scolastici, con l’obiettivo di ridurre la dispersione e rafforzare le competenze di base; 39,5 milioni di euro per il completamento di interventi già avviati nell’ambito di piani regionali o missioni PNRR, purché riferiti a lotti funzionali.
L’intervento si affianca alla procedura negoziale, in fase di chiusura, con le Province e le Città metropolitane di Cagliari e Sassari per le scuole secondarie di secondo grado. A questo seguiranno ulteriori misure, annuncia l’assessorato: un avviso dedicato alle scuole dell’infanzia e ai poli per l’infanzia 0-6, uno per il rinnovo di arredi e attrezzature a supporto dell’innovazione didattica e dell’innalzamento delle competenze, e due Avvisi per anticipare agli enti locali le risorse necessarie alla progettazione e alle indagini propedeutiche.
Le proposte saranno selezionate attraverso una procedura valutativa a graduatoria. Tra i criteri saranno considerati la qualità dell’intervento, la popolazione scolastica interessata, la maturità progettuale, la sicurezza sismica, l’efficienza energetica, l’eventuale accorpamento di plessi, la presenza di scuole sovracomunali e gli indicatori relativi al disagio negli apprendimenti.
“La dispersione scolastica non si affronta con un solo strumento”, sostiene l’assessora. “Ma una scuola più bella, sicura e funzionale può contribuire a rendere più forte il legame tra studenti, comunità scolastica e territorio. Investire negli spazi significa creare condizioni migliori per insegnare, apprendere e restare dentro il percorso formativo”.




















