In appena quattro giorni le richieste di finanziamento sono aumentate di oltre il 57%, passando da 7 a 11 milioni di euro. Un dato che racconta meglio di ogni altro il successo della misura sperimentale della Regione Sardegna dedicata ai servizi gratuiti di accoglienza nelle scuole primarie. Dopo la riapertura dei termini del bando, dal 28 al 31 luglio – richiesta dai Comuni per consentire una più ampia partecipazione – le candidature sono passate da 65 a 107, con un servizio destinato a raggiungere circa 14 mila bambine e bambini.
“La risposta dei Comuni – osserva l’assessora del Lavoro Desirè Manca – conferma che abbiamo intercettato un bisogno reale delle famiglie e dei territori. L’elevato numero di candidature dimostra quanto i servizi di pre e post scuola rappresentino oggi uno strumento fondamentale per aiutare i genitori a conciliare i tempi di vita e di lavoro e per offrire ai bambini spazi educativi sicuri e di qualità.
Di fronte a un risultato così significativo – prosegue – la nostra scelta è stata chiara: trasformare una sperimentazione in un investimento strutturale. Per questo, già con l’assestamento di bilancio, abbiamo deciso di incrementare le risorse destinate alla misura, portandole a 15 milioni di euro, con uno stanziamento di 5 milioni all’anno per il prossimo triennio. Vogliamo continuare a investire nei servizi educativi e creare le condizioni perché nessuno sia costretto a scegliere tra lavoro e famiglia”.
Attraverso i finanziamenti regionali, i Comuni potranno attivare o rafforzare i servizi di pre e post scuola nelle scuole primarie, offrendo gratuitamente alle famiglie un supporto concreto nell’organizzazione della quotidianità. I bambini potranno così usufruire di spazi educativi sicuri, inclusivi e qualificati, gestiti da personale specializzato, prima dell’inizio delle lezioni e al termine dell’attività scolastica.
La misura si inserisce tra gli interventi strategici promossi dall’Assessorato regionale del Lavoro per sostenere le famiglie, favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro e contribuire a contrastare gli effetti del calo demografico e dello spopolamento dei territori.
“Sono tante le famiglie che ogni mattina cercano di conciliare il lavoro con la cura dei propri figli, genitori che chiedono solo di poter lavorare con maggiore serenità e bambini che meritano spazi sicuri, educativi e inclusivi. Per questo, orgogliosi dei risultati raggiunti, andiamo avanti: sostenere una famiglia significa sostenere un’intera comunità”.



















