Quasi 200 apparizioni tra film e sceneggiati, da “Il buco” di Jacques Becker (1960) fino agli ultimi successi come Vescovo di Terence Hill nella fiction “Don Matteo”. Philippe Leroy, l’aristocratico prestato al cinema, è morto questa sera a Roma dopo una lunga malattia. Aveva 94 anni e l’Italia era la sua seconda casa.
Nato a Parigi il 15 ottobre del 1930, Philippe Leroy-Beaulieu era erede di una famiglia aristocratica con sei generazioni di soldati e ambasciatori alle spalle. Sdegnoso del suo titolo di marchese, a 17 anni si imbarcò come mozzo su una nave per l’America alla stregua di un personaggio di Joseph Conrad. Tornato in Francia, entrò nella Legione Straniera e andò a combattere in Indocina ed Algeria, arruolato come paracadutista. Dall’Algeria tornò pluridecorato, ma decise di abbandonare la carriera militare e trovare un lavoro. Uno qualsiasi, anche in un circo (lavorava con i cavalli) o come navigatore di imbarcazioni off-shore.





















