Dalle contaminazioni tra jazz, elettronica e ritmi afrobeat alle sonorità della tradizione vocale sarda, fino alle nuove traiettorie della tromba contemporanea. Dromos torna in scena dal 4 all’8 dicembre con la sua Winter Edition, un’appendice invernale che si snoderà tra Oristano, Masullas e Cabras, proseguendo oltre l’estate il percorso di ricerca musicale e di incontro tra culture che caratterizza da sempre il festival.
Il cartellone propone i C’mon Tigre, protagonisti dell’apertura venerdì 4 dicembre al Teatro Garau di Oristano, Ernst Reijseger & Cuncordu e Tenore de Orosei, attesi sabato 5 nella chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Masullas e domenica 6 nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cabras con il progetto “The Face of God”, e infine il trombettista franco-marocchino daoud, che martedì 8 dicembre chiuderà la rassegna nuovamente al Teatro Garau. I concerti in teatro avranno inizio alle 21, quelli nelle chiese alle 19.
La Winter Edition nasce dalla volontà di dare continuità all’attività di
«Con C’mon Tigre, Ernst Reijseger insieme al Cuncordu e Tenore de Orosei e daoud, Dromos Winter Edition propone tre esperienze musicali differenti, accomunate dalla capacità di mettere in dialogo culture, tradizioni e linguaggi contemporanei», spiega Salvatore Corona, direttore artistico di Dromos. «Nella ricerca di C’mon Tigre, l’incontro tra culture e linguaggi si accompagna alla riflessione sulla paura dell’altro, sulle migrazioni e, nel recente progetto “LUMINA”, sul rapporto tra corpo, tecnologia e ascolto collettivo. Con “The Face of God”, Ernst Reijseger e il Cuncordu e Tenore de Orosei costruiscono invece un dialogo tra la sperimentazione del violoncello e la profondità della tradizione vocale sarda, dimostrando come un patrimonio musicale radicato nel territorio possa incontrare nuove forme espressive senza perdere la propria identità. Il trombettista franco-marocchino daoud intreccia jazz, hip-hop ed elettronica in un percorso attraversato dalla fragilità, dal senso di inadeguatezza e dalla capacità di ricominciare, nel quale ironia ed energia convivono con una profonda sensibilità. Sono tre proposte che offrono soprattutto alle nuove generazioni occasioni di ascolto e riflessione sulla propria identità, sul rapporto fra tradizione e innovazione e sui cambiamenti del presente. In questa direzione va anche l’iniziativa che mette a disposizione di giovani e studenti i biglietti per i concerti in teatro al prezzo simbolico di 3 euro: un modo concreto per favorire la partecipazione alla vita culturale del territorio, avvicinare nuovi spettatori alla musica dal vivo e rinnovare il pubblico del festival».
- C’mon Tigre: l’apertura con “LUMINA”
Il primo appuntamento è in programma venerdì 4 dicembre alle 21 al Teatro Garau di Oristano con i C’mon Tigre, progetto nato come duo e sviluppatosi nel tempo attraverso una rete internazionale di musicisti e artisti. La loro identità musicale si costruisce nell’incontro tra jazz, afro-jazz, hip-hop, funk e tradizioni provenienti da aree culturali differenti, con una particolare attenzione alla relazione tra suono e immagine.
Dopo “Habitat”, quarto album in studio pubblicato nel 2023 con collaborazioni che comprendono Arto Lindsay, Xenia França e Giovanni Truppi, e “Instrumental Ensemble – Soundtrack for Imaginary Movie Vol. 1”, pubblicato nel 2024 come colonna sonora di un film immaginario, il gruppo ha sviluppato ulteriormente la propria ricerca con “LUMINA”, il nuovo album uscito lo scorso 2 ottobre e al centro del tour avviato a novembre. In questo lavoro l’elettronica assume un ruolo strutturale, attraverso sequencer, sintetizzatori e batterie elettroniche, senza rinunciare alla presenza degli strumenti acustici. Oud, chitarre, basso, violoncello, xilofono e percussioni dialogano con la produzione elettronica, dando forma a un concerto che cerca di superare la distinzione tra ascolto e movimento. “LUMINA” si configura così come un’esperienza collettiva, nella quale la dimensione musicale incontra quella fisica e sensoriale, mettendo in discussione i confini tra palco e pubblico, reale e digitale.
- “The Face of God”: Ernst Reijseger e Cuncordu e Tenore de Orosei tra improvvisazione e tradizione sacra
La Winter Edition di Dromos prosegue con due appuntamenti a ingresso gratuito, entrambi con inizio alle 19: sabato 5 dicembre nella chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Masullas e l’indomani, domenica 6, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cabras. Protagonisti saranno il violoncellista olandese Ernst Reijseger e il Cuncordu e Tenore de Orosei formato da Piero Pala (voche e mesuvoche), Mario Siotto (bassu), Luca Frau (contra) ed Emanuele Ortu (voche), nuovamente insieme nel progetto “The Face of God”, un incontro tra la ricerca musicale contemporanea e una delle più significative tradizioni vocali della Sardegna.
Il programma comprende brani del repertorio sacro sardo e musiche composte da Ernst Reijseger per il cinema di Werner Herzog, con il quale ha sviluppato un lungo sodalizio artistico. Due mondi sonori che trovano un terreno comune nell’intensità espressiva: da una parte le possibilità timbriche e improvvisative del violoncello, dall’altra le armonie e le stratificazioni delle voci di Orosei. Il risultato è un dialogo nel quale la sperimentazione non cancella la tradizione, ma ne esplora nuove possibilità, tra raccoglimento, tensione e libertà interpretativa.
Classe 1954, Ernst Reijseger è una figura di rilievo della musica improvvisata europea. Violoncellista, compositore e improvvisatore, ha costruito un percorso artistico che attraversa jazz d’avanguardia, musica contemporanea, repertori tradizionali e composizione cinematografica. La sua tecnica non convenzionale amplia le possibilità espressive dello strumento, utilizzato anche in modo percussivo e con una particolare attenzione alla dimensione melodica e vocale. Nel corso della carriera Ernst Reijseger ha collaborato, tra gli altri, con Han Bennink, Louis Sclavis, Uri Caine, Trilok Gurtu e Giovanni Sollima. Particolarmente significativo il rapporto con Werner Herzog, per il quale ha composto musiche destinate a film come “The White Diamond”, “The Wild Blue Yonder” e “Cave of Forgotten Dreams”, contribuendo con il proprio linguaggio sonoro all’universo cinematografico del regista tedesco.
Il Cuncordu e Tenore de Orosei rappresenta una realtà peculiare nel panorama della musica tradizionale sarda, perché riunisce le due forme storiche del canto polivocale del paese: quella sacra a cuncordu, legata alle confraternite religiose, e quella profana a tenore. Il repertorio comprende i gotzos, i canti della Passione, i balli tradizionali, le serenate e altre espressioni della cultura musicale locale. Custode di una tradizione tramandata oralmente attraverso generazioni di cantori, il gruppo ha saputo affiancare all’attività di conservazione un percorso di ricerca e confronto con musicisti provenienti da esperienze differenti, collaborando, tra gli altri, con Paolo Fresu, Enzo Favata, Luigi Lai, Mola Sylla e lo stesso Ernst Reijseger. La collaborazione tra il violoncellista olandese e i cantori di Orosei testimonia come linguaggi musicali nati in contesti geografici e culturali lontani possano incontrarsi senza rinunciare alle rispettive identità. Nei due concerti di Masullas e Cabras, anche la scelta delle chiese contribuisce a restituire al progetto una dimensione di ascolto raccolta, in sintonia con la componente spirituale del repertorio.
- daoud: la tromba fuori dagli schemi chiude la rassegna
Martedì 8 dicembre, alle 21, il Teatro Garau di Oristano ospiterà il concerto conclusivo della Winter Edition, affidato a daoud, trombettista franco-marocchino che ha costruito un percorso musicale lontano dalle classificazioni più rigide del jazz, sviluppando un linguaggio personale nel quale improvvisazione, hip-hop ed elettronica convivono con una spiccata sensibilità melodica.
Artista di una nuova generazione di musicisti che guarda al jazz come a un territorio aperto alla contaminazione, daoud affianca all’attività di strumentista quella di compositore e produttore, dando forma a un universo creativo nel quale musica e immagine procedono insieme. La sua ricerca si distingue per il rifiuto delle convenzioni e per una particolare attenzione alle contraddizioni dell’esperienza contemporanea: leggerezza e inquietudine, ironia e vulnerabilità, energia ritmica e momenti di introspezione. Anche la componente visiva dei suoi progetti, spesso caratterizzata da provocazione, satira e riferimenti all’immaginario dell’infanzia, contribuisce a definire un’identità artistica che non cerca di nascondere le imperfezioni, ma le trasforma in materia espressiva.
Dopo “Good boy”, pubblicato nel 2024 e accolto positivamente dalla critica, daoud ha proseguito il proprio percorso con l’album “ok” per l’etichetta tedesca ACT che sviluppa ulteriormente una scrittura attraversata dal senso di inadeguatezza, dalla possibilità del fallimento e dalla determinazione necessaria per ricominciare. La sua crescente attività concertistica l’ha portato su palcoscenici internazionali come il Ronnie Scott’s di Londra, il Montreux Jazz Festival e Jazz in Marciac, alternando esibizioni caratterizzate da una forte energia collettiva a passaggi di maggiore intensità lirica.
Parallelamente, daoud continua a lavorare come compositore e produttore anche per altri artisti, ampliando un percorso creativo che attraversa linguaggi e contesti differenti. Sul palco di Oristano sarà accompagnato da Thomas Perier alle tastiere, Louis Navarro al contrabbasso e Quentin Braine alla batteria. Una formazione nella quale la tromba dialoga con una sezione ritmica capace di muoversi tra pulsazioni contemporanee, improvvisazione e improvvisi cambiamenti di intensità, restituendo la componente più dinamica della sua scrittura e la libertà espressiva che caratterizza le sue esibizioni dal vivo.
- Biglietti e informazioni
I concerti di C’mon Tigre e di daoud, rispettivamente il 4 e l’8 dicembre al Teatro Garau di Oristano, prevedono un biglietto di 20 euro più diritti di prevendita per ciascuna serata. È disponibile anche un abbonamento a 30 euro valido per entrambi gli appuntamenti. Per favorire la partecipazione delle nuove generazioni, Dromos mette a disposizione biglietti a 3 euro (più prevendita) per giovani e studenti. Ingresso libero e gratuito, invece, per le due date di “The Face of God”, il 5 dicembre a Masullas e il 6 dicembre a Cabras. Biglietti e abbonamenti per gli appuntamenti al Teatro Garau saranno disponibili attraverso il sito www.dromosfestival.it.

















