Non è stato un semplice scontro, è stata una caccia spietata. I Crusaders Cagliari salgono sul trono della 9FL schiacciando gli Honey Badgers Formigine con un perentorio 48-6 sul prato dello stadio “Paolo Mazza”.
Un trionfo travolgente che mette la parola fine a una “Perfect Season” leggendaria, costruita sul sacrificio estremo e su una fame che gli emiliani non hanno saputo contenere. Il titolo nazionale torna in Sardegna dopo sedici anni di attesa, consacrando Federico Dessì come MVP indiscusso di una notte indimenticabile.
L’avvio è un catino bollente di tifo emiliano che sembra spingere Formigine verso l’impresa. Al primo affondo, il running back avversario Alessandro Goldoni trova lo spiraglio centrale e vola per 41 yard in touchdown. Ma è l’unico sussulto concesso. La difesa sarda si schiera come un muro: il calcio addizionale di Mancini viene brutalmente bloccato e il tabellone si inchioda sul 6-0. Da quel momento, la partita cambia padrone.
Nel secondo quarto sale in cattedra Lorenzo Piva. Il quarterback prende in mano le redini del gioco e aggredisce la endzone avversaria con una corsa personale da 12 yard; il calcio addizionale di William Badas firma il sorpasso sul 6-7. Gli Honey Badgers sbandano e tentano un disperato field goal da 43 yard con Chiriac, che però si spegne nel nulla. A meno di un minuto dall’intervallo, l’asse Piva-Dessì punisce la secondaria emiliana con un pass fulmineo da 12 yard. Le squadre vanno al riposo sul 6-14, con l’inerzia del match già saldamente in mano rosso-argento.
La ripresa si apre con un suicidio tattico di Formigine, che pasticcia sul kickoff e regala la palla ai Crusaders a una sola yard dalla linea di meta. Piva non perdona: corsa di potenza da 1 yard e punteggio che scivola sul 6-21. Poi, l’episodio che spacca definitivamente la partita a livello mentale. Su una situazione di quarto down, i Crusaders tirano fuori dal cilindro un gioco a trucco (trick play): un finto punt in cui Michele Meloni si lancia in avanti con una corsa rabbiosa che guadagna il primo down. È la scintilla che arma Lorenzo Pastorino. Il running back, in campo con un ginocchio malconcio e stremato dall’infortunio, mette il cuore oltre l’ostacolo ed esplode in una corsa da 29 yard per il touchdown del 6-27.
Il resto è un monologo sardo che rasenta la perfezione. Subito dopo un punt emiliano, l’MVP Federico Dessì si invola in una spaccata solitaria da 40 yard che fulmina i difensori per il 6-34. La difesa crociata alza ancora di più la pressione e Fabio Matta mette il sigillo sul terzo quarto intercettando un lancio di Barile.
Nell’ultimo periodo i Crusaders legittimano la loro superiorità fisica e mentale. Piva pesca in endzone Michele Valentino Scano per un tracciante da 12 yard (6-41). A pochi spiccioli dal fischio finale, la retroguardia infierisce ancora: Alessandro D’Angelo intossica l’attacco di Zambelli con un intercetto chirurgico, apparecchiando la tavola per l’ultimo brivido firmato da Federico Saba, che sigilla il definitivo 48-6 con una corsa da 13 yard. I calci millimetrici di William Badas completano l’opera.
A fine gara, le parole dei protagonisti spiegano il senso di un’impresa che va ben oltre lo sport. L’MVP Federico Dessì esprime tutta la sua commozione: “La squadra è stata veramente magica oggi. Questo titolo è il coronamento di un percorso durato anni, in cui non abbiamo mai smesso di crederci. Quest’anno volevamo la vittoria più di chiunque altro. Ringrazio davvero tutti, dal quarterback al coach, perché questo successo sembra un sogno. Il football americano può sembrare una realtà piccola in Italia, ma noi giocatori ci facciamo un mazzo enorme per portare avanti questa passione. Sono felicissimo e fiero di ognuno di noi, dalla prima all’ultima persona”.
Michele Meloni non trattiene le lacrime ripensando al lungo cammino della franchigia sarda: “Giuro, sono nove anni che rincorriamo questo traguardo. Siamo partiti letteralmente dalle ceneri per arrivare fino a qui, ve lo giuro. Ricordo il mio primo anno, le sconfitte e i sacrifici, e poi da lì è iniziata la nostra scalata, anno dopo anno, passo dopo passo. Ce l’abbiamo fatta, ce l’abbiamo fatta davvero”.
Il regista dell’attacco Lorenzo Piva, celebrato ormai come un dominatore assoluto della categoria, preferisce mettere in luce il valore del collettivo: “Il merito va interamente ai miei compagni, sia presenti sia passati. Lo dovevo a loro l’anno scorso e lo dovevo a loro anche quest’anno. Senza questi ragazzi non avrei fatto nulla di ciò che ho fatto, non avrei vinto due campionati consecutivi e non avrei firmato tutte queste grandi giocate e touchdown. La base del gioco parte sempre dai compagni che hai al tuo fianco, e io per due anni di fila ho avuto la fortuna di avere un gruppo fantastico. È una cosa che ci ripetiamo da molte partite: volevamo questa coppa più degli altri, fine. È solo una questione di fame, di impegno, di sacrificio e di mettere il proprio corpo a disposizione della squadra. Alla fine i risultati si vedono sul campo”.
La toccante confessione di Lorenzo Pastorino svela lo spirito di fratellanza che unisce lo spogliatoio rosso-argento: “Adesso sto bene, mi sono solo spaventato un attimo. Purtroppo sono sceso in campo con un infortunio al ginocchio abbastanza importante ed ero davvero esausto. Ho fatto di tutto per essere qui oggi, spendendo anche soldi di tasca mia pur di recuperare in tempo. Ognuno è libero di pensare ciò che vuole, ma io so quanto cuore ci ho messo per tornare a giocare. Questa settimana non sono nemmeno rientrato a casa pur di stringere i denti. Volevo esserci anche solo per dare il mio contributo ai miei fratelli di squadra. Solo ed esclusivamente per loro”.
Infine, il difensore Federico Spiga analizza la svolta tattica che ha blindato il risultato: “Secondo me la differenza l’ha fatta la linea di difesa. Dal secondo quarto in poi è diventata molto più aggressiva, riuscendo a chiudere ogni varco agli avversari. Anche noi linebacker al secondo livello abbiamo alzato l’intensità e la durezza dei colpi, riuscendo a bloccarli nei momenti decisivi. È stata una bellissima partita. Il primo quarto è stato molto sudato, ma siamo stati bravi a correggerci in corsa. Oggi avevamo la mentalità giusta: per tutta la fatica che abbiamo fatto quest’anno, dovevamo vincere a tutti i costi.”




















