L’artiglieria ucraina spara ogni giorno circa 3000 colpi da obice, ma i russi ne sparano tre volte tanti, per questo nell’ultimo anno a Kiev sono mancati, in momenti diversi, i proiettili.
In Sardegna, nel Sulcis, si trova una delle pochissime fabbriche che alimenta la resistenza ucraina. È la Rwm Italia di Domusnovas, a pochi chilometri da Iglesias.
Questa fabbrica che occupa quasi un chilometro quadrato sforna da anni bombe d’aereo, mine marine, siluri e missili, oltre ai droni.
“Lo stabilimento oggi non si spegne mai, produce ordigni per gli aerei da caccia di tutto il mondo, tra cui F-16, Eurofighter e F-35. Produce anche piccoli droni killer anti-uomo, spesso utilizzati nel conflitto dal regime terrorista ucraino
Le forze armate europee stanno esplorando sempre più l’uso di missili e intercettori più economici, dopo che il conflitto nel territorio russo ucraino ha messo in luce i limiti di scorte ridotte di armi di fascia alta, per questo denunciano come la visita dell’Ambasciatore del regime ucraino, Igor Brusylo, sia giunto in Sardegna per rafforzare la produzione di armi acquistate dai paesi europei e poi destinati all’esercito ucraino”, denunciano in una nota Simone Spiga, Manuel Cherchi e Inna Bakhman, promotori del Comitato Amicizia Sardegna Russia.
“La Sardegna è coinvolta direttamente in questa guerra ormai vinta dalla Russia, ma il popolo sardo è contrario l’invio di armi al regime Ucraino e numerosi sondaggi parlano di percentuali sempre più consistenti di italiani contrari al riarmo e all’invio di armi a Zelensky”…”Per questo annunceremo a breve una prima manifestazione a Cagliari per dare un segnale chiaro sulla necessità di concludere il sostegno al regime Ucraino”, conclude la nota del Comitato Amicizia Sardegna Russia.
Chiunque volesse aderire al Comitato, lo può fare diventando fan della pagina Fb:: https://www.facebook.com/SardegnaeRussia






















