Assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, affinché la loro sofferenza diventi un richiamo universale alla responsabilità degli Stati, della comunità internazionale e delle coscienze individuali.
È questo il significato della proposta sostenuta dal filosofo Eugenio Mazzarella, professore emerito di Filosofia teoretica all’Università Federico II di Napoli, rilanciata dal quotidiano Avvenire e sostenuta da migliaia di cittadini, intellettuali, rappresentanti delle istituzioni e organizzazioni della società civile.
La proposta è stata presentata a Messina, presso la sede di Assostampa di Piazza Antonello, con gli interventi di Antonio Arena, giornalista e saggista; frate Paolino Saia, della Chiesa di Lourdes; Alberto Randazzo, docente di Diritto costituzionale e segretario generale della Consulta delle Aggregazioni Laicali; Piero Orteca, della Gazzetta del Sud, in collegamento online.
L’incontro vuole contribuire alla diffusione dell’appello e promuovere nuove adesioni, coinvolgendo la società civile, le istituzioni, il mondo della cultura e le comunità religiose.
L’iniziativa nasce dalla tragedia vissuta dai bambini palestinesi, vittime dei bombardamenti, della distruzione delle abitazioni e delle scuole, della fame, della mancanza di cure e della perdita dei familiari. Bambini ai quali la guerra ha sottratto non soltanto il presente, ma anche la possibilità di immaginare un futuro.



















