Si è conclusa con un bilancio positivo la terza edizione del Forum della Cultura Italiana, promossa da ENAC – Ente Nazionale Attività Culturali.
Il 30 e 31 ottobre gli spazi del We Gil, in Largo Ascianghi, hanno ospitato cinque tavole rotonde, presentazioni editoriali e una mostra d’arte, con la partecipazione di esponenti del mondo accademico, scientifico, istituzionale, economico e associativo.
All’iniziativa ha preso parte il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, la cui firma compare sugli attestati consegnati agli artisti espositori. Il Forum, ha spiegato ENAC, nasce per sostenere le associazioni, promuovere la cultura e tutelare la libertà di pensiero, con particolare attenzione al valore degli incontri in presenza in una società sempre più legata alla comunicazione digitale.
La prima tavola rotonda è stata dedicata all’intelligenza artificiale, tra rischi e opportunità: sono intervenuti Fabrizio Abbate (Ente Nazionale Intelligenza Artificiale), l’economista Enea Franza, la professoressa Pina Murè dell’Università La Sapienza e l’ingegnere informatico Robert Steiner.
Al centro, la governance dell’IA, la protezione dei dati, la responsabilità delle decisioni automatizzate e l’impatto sul lavoro.
La seconda tavola rotonda, presentata da Marco Canestrelli e moderata da Adriana Domeniconi, ha affrontato un argomento solo apparentemente distante dai grandi temi istituzionali: la cultura della notte e il divertimento consapevole.
Sono intervenuti Fabio Sabbatani Schiuma, Presidente della Consulta della Notte, e Raffaele Ferraresso, Presidente CSIN APS e referente dello Sportello Nazionale della Legalità.
Il confronto ha permesso di considerare la vita notturna non soltanto come fenomeno ricreativo ed economico, ma come una componente della socialità contemporanea, che necessita di attenzione, organizzazione e responsabilità.
Musica, spettacolo, aggregazione e intrattenimento possono rappresentare importanti occasioni di crescita culturale e di incontro, purché accompagnati da politiche di prevenzione e da una concreta sensibilizzazione sui rischi legati all’abuso di alcol e sostanze.
Il messaggio emerso è chiaro: non bisogna contrapporre divertimento e sicurezza. Una società capace di offrire occasioni di aggregazione deve anche saper proteggere le persone, soprattutto i più giovani, promuovendo comportamenti responsabili e una cultura della prevenzione.
Particolarmente significativo il confronto dedicato al rapporto tra neutralità, patrimonio culturale e prospettive di pace.
Presentato da Raffaele Proietti Cosimi e moderato da Antonella De Ninno, l’incontro ha visto la partecipazione di Maurizio Abbate, Presidente ENAC, dell’ambasciatore Bruno Scapini e di Leonardo Rosi, dell’associazione Neutralia.
Il punto di partenza è stato il patrimonio culturale italiano, straordinario per ricchezza storica, artistica, architettonica e letteraria, e il ruolo che l’Italia potrebbe svolgere nella promozione del dialogo tra i popoli.
La riflessione ha riguardato la possibilità di valorizzare la vocazione culturale del nostro Paese attraverso una maggiore centralità del dialogo, della cooperazione internazionale e della diplomazia culturale.
La cultura, infatti, non è soltanto conservazione della memoria o celebrazione delle proprie tradizioni: è anche uno strumento per costruire relazioni, superare le contrapposizioni e favorire la comprensione reciproca.
Il confronto ha offerto l’occasione per approfondire una prospettiva ambiziosa: fare del patrimonio italiano un punto di riferimento per il Mediterraneo e per una più ampia dimensione internazionale, nella convinzione che la conoscenza e il dialogo possano contribuire concretamente alla costruzione della pace.
La giornata di sabato si è aperta con un confronto dedicato alla valorizzazione dell’identità produttiva italiana e alle prospettive del Made in Italy.
La tavola rotonda, presentata da Graziano Elmi e moderata da Bruno Laganà, ha visto gli interventi di Fabio Caiazzo, in rappresentanza di Sport e Salute, e Mauro Antonini, della Confederazione AEPI.
Il tema ha consentito di allargare la riflessione oltre la dimensione commerciale, affrontando il valore culturale, sociale ed economico delle produzioni italiane.
Difendere il Made in Italy significa tutelare competenze, tradizioni, professionalità, territori e un patrimonio di conoscenze che costituisce una delle principali ricchezze del Paese.
Nel confronto sono stati messi in evidenza i problemi che interessano il sistema produttivo: costi energetici, difficoltà normative, accesso ai mercati internazionali, barriere all’esportazione e necessità di sostenere le imprese e le realtà che contribuiscono alla diffusione della qualità italiana.
È emersa l’esigenza di creare sinergie tra produttori, associazioni, istituzioni e mondo dello sport, riconoscendo anche il ruolo che lo stile di vita italiano e la valorizzazione dei territori possono svolgere nella promozione dell’immagine nazionale.
Una delle riflessioni più importanti del Forum è stata quella dedicata alla libertà culturale e al pluralismo dell’informazione.
La tavola rotonda, presentata da Claudio Cattedri e moderata da Franca De Santis, ha riunito personalità con esperienze e competenze differenti: il fisico Franco Battaglia, di Clintel-Italia, l’avvocato Eleonora Zazza, Presidente del Corecom Lazio, Emanuele Scatarzi, Presidente di OMItaliane, e Claudio Celani, dello Schiller Institute.
Il confronto ha affrontato una questione essenziale per ogni società democratica: la possibilità di accedere a informazioni plurali, conoscere posizioni differenti ed esercitare liberamente il proprio pensiero.
In un contesto nel quale la comunicazione è sempre più concentrata e i processi di diffusione delle informazioni sono profondamente influenzati dalle piattaforme digitali, diventa indispensabile interrogarsi sui rischi di condizionamento culturale, sulla circolazione delle idee e sulla tutela della libertà di espressione.
La cultura non può essere sottoposta a un pensiero unico, né la conoscenza può essere limitata da preclusioni ideologiche. Il pluralismo, il confronto e la possibilità di dissentire costituiscono elementi indispensabili per la crescita della persona e della collettività.
Il contributo dei relatori ha permesso di affrontare il tema da prospettive scientifiche, istituzionali e culturali, confermando quanto sia necessario mantenere aperti gli spazi di discussione e garantire a tutti la possibilità di partecipare al dibattito pubblico.
Accanto alle tavole rotonde, il Forum ha riservato ampio spazio alla presentazione di opere editoriali, offrendo agli autori la possibilità di incontrare il pubblico e condividere percorsi di ricerca, riflessione e narrazione.
Nel corso delle due giornate sono stati presentati i seguenti libri:
- Se Moro fosse tornato, di Flavia Munafò;
- Da Parigi ad Hollywood. La sopravvivenza di Drieu e Brasillach nell’inverno del 1945, di Sergio Saraceni;
- La spiga nell’Occhio, di Simone Spiga;
- Protocollo Elena, di Franca De Santis;
- Complotti di Stato, di Adriano Tilgher.
La pluralità dei temi e degli autori ha confermato la volontà di ENAC di favorire la circolazione delle idee e di sostenere la produzione editoriale, offrendo visibilità a opere e percorsi culturali differenti.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla mostra d’arte, curata da Silvia Filippi, che ha consentito a diversi artisti di esporre le proprie opere e presentare al pubblico sensibilità, linguaggi e interpretazioni personali della realtà.
La consegna degli attestati agli espositori, recanti la firma del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma, ha rappresentato un ulteriore riconoscimento del valore dell’espressione artistica e dell’impegno di chi contribuisce alla diffusione della cultura.
Un ruolo importante nel corso della manifestazione è stato svolto dagli Enti convenzionati con ENAC, la cui partecipazione ha testimoniato il valore di una rete associativa capace di mettere in relazione esperienze, professionalità e competenze provenienti da diversi settori della società.
Nel corso delle due giornate si sono susseguiti gli interventi di Francesco Barresi, per Universim Orientamento Universitario; Daniele Di Calisto, Presidente dell’associazione Officina del Diritto… Oltre il Diritto; Katiuscia Girolametti, Presidente della Rete Italiana Disabili (RID); Marina Simeone, per UniTreEdu; Francesco Zero, della Galleria Purificato Zero; Nicola Lista, Presidente del Movimento Difesa Culturale e del Consumo; e Salvatore Bosco, Presidente di Totò Band APS.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione del dott. Alessandro D’Aprile, Segretario Nazionale del CSEN – Centro Sportivo Educativo Nazionale, uno dei principali organismi nazionali di promozione sportiva e realtà di riferimento anche nell’ambito del Terzo Settore. La sua presenza ha rappresentato un importante momento di attenzione verso il percorso di collaborazione costruito da ENAC con gli organismi associativi nazionali, confermando l’importanza di fare rete tra soggetti che, pur operando in ambiti differenti, condividono obiettivi di promozione sociale, culturale, educativa e sportiva.
La partecipazione del Segretario Nazionale CSEN assume un significato particolare anche in prospettiva futura: rafforzare le sinergie tra gli enti, favorire nuove opportunità di collaborazione e riconoscere nell’associazionismo organizzato una risorsa fondamentale per la crescita delle comunità e la diffusione dei valori della partecipazione e della solidarietà.
ENAC considera infatti gli Enti convenzionati non semplici interlocutori, ma parte integrante di un progetto comune, fondato sulla collaborazione, sulla valorizzazione delle rispettive competenze e sulla volontà di offrire alle associazioni e ai cittadini servizi, opportunità e occasioni di crescita.
La terza edizione del Forum della Cultura Italiana ha dimostrato che esiste una forte esigenza di luoghi nei quali il confronto possa svilupparsi liberamente, senza preclusioni, mettendo al centro la competenza, la conoscenza e il rispetto delle diverse sensibilità.
Le numerose personalità intervenute, il livello dei contributi offerti, la ricchezza degli argomenti affrontati e la partecipazione del mondo associativo hanno confermato il valore di un’iniziativa che non intende limitarsi a organizzare eventi, ma vuole costruire occasioni concrete di crescita culturale e civile.
Al termine della manifestazione, il Presidente ENAC, Maurizio Abbate, ha rivolto un ringraziamento a tutti i relatori, ai moderatori, ai presentatori, agli autori, agli artisti, alle associazioni partecipanti e a quanti hanno contribuito alla realizzazione delle due giornate.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto nuovamente al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, dott. Antonello Aurigemma, per la presenza, l’attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti del mondo della cultura e dell’associazionismo.
ENAC rinnova il proprio impegno a sostenere iniziative capaci di mettere in relazione persone, competenze ed esperienze, nella convinzione che la cultura non debba essere un privilegio riservato a pochi, ma un patrimonio vivo, accessibile e condiviso.
Perché una società culturalmente libera è una società che può conoscere, comprendere, scegliere e costruire il proprio futuro.





















