Lunedì 22 settembre, nel giorno dello sciopero a sostegno di Gaza, oltre cento sacerdoti della rete “Preti contro il genocidio” si sono riuniti a Roma per un momento di preghiera e una marcia per la pace.
La rete nata soltanto un mese fa, e che conta oltre 1.600 aderenti in 50 Paesi dei cinque continenti, annovera tra i sostenitori anche il superiore generale dei Missionari Saveriani, p. Fernando García Rodríguez, una decina di vescovi e un cardinale.
La giornata si è aperta con un tempo di preghiera trasmessa via streaming a Sant’Andrea al Quirinale, a porte chiuse. A seguire, i partecipanti hanno preso parte a una marcia pubblica con cinque soste, conclusa in piazza Montecitorio, sede della Camera dei deputati.
Durante il cammino sono state lette storie e poesie di autori palestinesi, per collegare il gesto di preghiera alla drammaticità della violenza quotidiana vissuta a Gaza.
«Abbiamo deciso di metterci la faccia: non contro qualcuno, ma per seguire il Vangelo», hanno spiegato gli organizzatori, richiamando il passo di Matteo 25 sul giudizio universale, in cui Cristo si identifica con chi ha fame e sete. Secondo i promotori, «il popolo di Gaza oggi è affamato e assetato non perché manca del cibo a causa di povertà ma perché privato dell’accesso ai beni di prima necessità da parte del governo occupante israeliano».
La data del 22 settembre è stata scelta in concomitanza della vigilia dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in cui si è parlato della situazione della Palestina. Inoltre, l’evento è coinciso in Italia con lo sciopero generale indetto dalle diverse associazioni sindacali a cui hanno preso parte milioni di cittadini in diverse città d’Italia.
Numerosa la partecipazione dei Missionari Saveriani, indicata dagli organizzatori come un segno di speranza e di un impegno a non restare in silenzio di fronte all’ingiustizia. Che questo evento sia soltanto l’inizio di tante altre iniziative che mostrano il volto di una Chiesa viva, missionaria e in uscita.






















