Anche se ai massimi storici, il tasso di occupazione italiano è il più basso tra i cinque Paesi dell’Unione europea con il maggior numero di abitanti: Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia. Lo si legge nel Rapporto Inps 2025. Il confronto è effettuato per l’anno 2024.
In riferimento all’ultimo dato disponibile, riferito ad aprile 2026, il numero di occupati mensili è quindi pari a 24,3 milioni di unità così ripartiti: 16,5 milioni di dipendenti permanenti (68%); 2,5 milioni di dipendenti a termine (10%); 5,3 milioni di lavoratori autonomi (22%). Si è ridotto negli anni il gender gap del tasso di occupazione, il cui valore attuale è del 17%.
INPS: AUMENTANO PENSIONATI CHE LAVORANO, SONO 158 MILA NEL 2023
Il numero dei pensionati lavoratori “cresce in modo significativo, passando da oltre 40 mila unità nel 2019 a quasi 158 mila nel 2023″. Resta elevata, seppur in progressiva riduzione, la quota di coloro che riprendono a lavorare nella stessa impresa in cui erano occupati prima del pensionamento. Dal punto di vista demografico, i pensionati lavoratori presentano un’età media alla decorrenza compresa tra 64 e 65 anni e una prevalenza maschile, sebbene la quota di donne risulti in lieve aumento nel periodo. Una caratteristica distintiva è la diffusione del part-time. La maggiore concentrazione è al Nord, dove la quota di imprese con almeno un pensionato lavoratore è pari al 5,72%, a fronte del 3,93% nel Centro e dell’1,82% nel Sud e nelle Isole.






















