L’ufficio legale dell’Associazione di tutela giuridica ambientale EARTH ODV ha notificato un formale atto di diffida alla Regione Autonoma della Sardegna e al Comune di Cagliari. L’atto denuncia il pericolo per la fauna selvatica protetta presente nella struttura, un sito che per le sue dimensioni e per il particolare periodo sensibile ospita un numero impressionante di esemplari, non solo di rondoni.
Dopo la mobilitazione dello scorso giugno EARTH ODV ha ricevuto in questi giorni nuove segnalazioni sulla presenza di numerose colonie attive di rondoni pallidi all’interno della stessa struttura che rendono necessario un intervento urgente.
Il Rondone pallido a differenza di rondini e balestrucci, non costruisce nidi esterni. Sfrutta esclusivamente le cavità già presenti nei fabbricati: buche pontaie, fessure sotto le tegole dei tetti, intercapedini. I loro nidi sono invisibili dall’esterno. Se il nido viene bloccato, murato, impalcato o disturbato, gli esemplari muoiono intrappolati o precipitano al suolo. La seconda covata del rondone si protrae per tutta l’estate, portando i giovani all’involo tra la fine di ottobre e le prime settimane di novembre. Questi animali tornano esattamente nello stesso nido del medesimo edificio ogni anno. Smantellare o sigillare i nidi distruggerebbe la possibilità di riproduzione anche per gli anni successivi.
La distruzione di nidi e uova integra il reato penale punito dall’Articolo 727-bis del Codice Penale e configura il reato di uccellagione (Legge 157/1992); laddove l’intervento del cantiere provochi anche il patimento o la morte dei pulli già nati, si concretizzeranno le più gravi fattispecie di delitto punite dagli Articoli 544-bis e 544-ter c.p.
“C’è una diffusa e grave ignoranza su questo tema”, dichiara Leila Delle Case, responsabile territoriale dell’associazione. “ Il nostro è un richiamo al rispetto di una prassi giuridica già consolidata in tutta Italia. A Desenzano grazie all’intervento dei Carabinieri Forestali e della Polizia Locale il cantiere TAV è stato bloccato per la presenza di nidi di gruccione. Altri stop sui cantieri e denunce penali sono scattati a Pistoia, La Spezia, Marsala (TP), Chioggia (VE), Zevio (VR) Piombino (LI), Rozzano (MI) e Castellabate (SA), per citarne solo alcuni.
Non dimentichiamo che oltre cento comuni italiani tra cui Roma, Firenze, Bergamo, sono parte attiva di queste tutele stringenti previste da leggi nazionali ed europee grazie a specifiche ordinanze e regolamenti comunali. Qualsiasi cantiere o ponteggio che possa interferire con la riproduzione di rondini, rondoni, balestrucci, subisce lo slittamento forzato.
Resta da capire quale posizione intenda assumere la città di Cagliari di fronte a tutto questo”.



















