È stato bello rivedere finalmente Gianni Alemanno libero.
Ad accoglierlo molta gente che conosco dai tempi del MSI e del Fronte della Gioventù.
Gli stessi che hanno scelto di far confluire un laboratorio politico interessante e promettente come Indipendenza, che del contrasto alle guerre, del sostegno aperto al Popolo Palestinese, della critica alla UE e alla NATO, del superamento definitivo delle categorie di destra e sinistra e delle battaglie sociali aveva la sua “cifra” più profonda e originale, in un partito come Futuro Nazionale, cioè in una forza di destra “”securitaria” e reazionaria, filo occidentale e filo israeliana,portatrice di una visione dei conflitti sociali e della cittadinanza alquanto “retriva”.
In molti ritenevamo che la discussione sul “che fare” andava realizzata dopo la liberazione di Gianni Alemanno, magari in una edizione speciale di Orvieto dove convocare le molteplici intelligenze e sensibilità che in Indipendenza si erano spese fin dal “Comitato Fermare la Guerra”, sempre a sostegno del Popolo palestinese contro il Genocidio e la pulizia etnica dello Stato terrorista di Israele.
Hanno prevalso altre scelte ma non siamo certo noi ad aver abbandonato il progetto coraggioso di Indipendenza.
Noi non eravamo, e non siamo, d’accordo sulla confluenza acritica in un Movimento che ci sembra non avere nulla della carica di innovazione che occorre oggi rappresentare e nel quale, usando una antica metafora, sembra ci del bello e del nuovo: ma ciò che è bello non è nuovo e ciò che è nuovo non è bello.
Per questo abbiamo costituito uno strumento agile e condiviso come il Forum Mediterraneo per l’Autodeterminazione dei Popoli, continuando a credere nella necessità di uno strumento politico nuovo, insieme a tante donne e uomini che sono andati definitivamente “oltre” la Destra e la Sinistra.
A noi Futuro Nazionale sembra la riproposizione di una Destra che pretende di fornire risposte semplici (e inapplicabili) a questioni complesse ma che sulla linea “occidentale e filo sionista” dell’attuale Governo non rappresenta una novità.
All’Italia non serve un’altra destra occidentalista e sionista. Serve invece un grande progetto di Indipendenza e sovranità nazionale che sia “oltre”e contro, come sintetizza efficacemente il mio amico Marcello Taglialatela, sia la cultura Maga che quella Woke.
Che si batta per la giustizia sociale, per la difesa della cultura, dell’ambiente e del paesaggio.
E che rilanci politiche di contrasto alle Mafie e alle connivenze mafiose all’interno della politica e dell’economia italiana. Al di là delle scelte contingenti, auspico davvero che Gianni Alemanno rivendichi e rilanci tutte le battaglie storiche della destra sociale.
Le coraggiose denunce delle spaventose condizioni delle carceri italiane possono avere in lui un interprete prezioso, anche se dubito che possano trovare spazio in un partito ossessionato dalle politiche securitarie e repressive.
E infine: in tanti riteniamo non più utilizzabili le vecchie categorie politiche del 900, ma c’è una tradizione nobile nella storia della “destra” italiana che va da Beppe Niccolai a Giano Accame, una storia che da giovani ci ha visto protagonisti.
Una storia che difendiamo dai suoi denigratori e dai suoi traditori. Una tradizione che Gianni Alemanno ha incarnato nelle sue battaglie contro gli OGM in agricoltura e che abbiamo sempre sostenuto nella difesa intransigente dell’ambiente, della cultura e del Paesaggio contro ogni speculazione.
Che abbiamo rilanciato in modo intransigente nella difesa della memoria e del lascito di Paolo Borsellino, una cultura della legalità che è ben altro che chiedere più sicurezza, più poliziotti e più carabinieri.
Non basta parlare alla “pancia” della nazione, coltivandone le paure più recondite, ma senza aprire i cuori e le menti al coraggio e alla Speranza.
Noi non dimentichiamo mai che ” in ogni caso la Speranza conduce più lontano della Paura”. Il nostro Sogno era, e resta, quello di un grande movimento trasversale che riesca a ricucire le scissioni del 900 e che indichi ai più giovani la strada Maestra della Indipendenza nazionale, della giustizia sociale, della legalità e della solidarietà.
Non “proclami” contro i poveri della terra ma battaglie in difesa della dignità dei Popoli e della missione universale della Cultura italiana come ha magnificamente testimoniato Pietrangelo Buttafuoco con le sue scelte coraggiose.
Ecco. Su questa “frontiera” noi ci saremo sempre…




















