Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Federcalcio.
E’ stato eletto con il 68,58 per cento dei voti dall’assemblea Figc, chiamata a dare una nuova guida al calcio italiano dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, a seguito della mancata qualificazione della nazionale ai Mondiali 2026.
Malagò ha ottenuto 343,084 preferenze, contro le 145,036 (29.17%) dell’altro candidato alla presidenza, Giancarlo Abete. Le schede bianche sono state 11,72, pari al 2.25%.
Nato a Roma il 13 marzo 1959, Malagò appartiene a una famiglia legata in maniera profonda al mondo dello sport e dell’imprenditoria. Suo padre Vincenzo fu a lungo vicepresidente della Roma, squadra di cui il nuovo presidente della Figc è noto tifoso, oltre che fondatore del gruppo Samocar, realtà di riferimento nel settore automobilistico.
Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Siena, insieme al percorso accademico Malagò è un grande sportivo e in passato si è distinto soprattutto nel calcio a 5, vincendo tre Scudetti con la Roma Rcb e quattro Coppe Italia. Ha fatto anche parte della nazionale italiana di futsal, partecipando al Campionato del Mondo del 1986 in Brasile. Terminata l’attività agonistica, ha costruito la sua carriera tra impresa, sport e relazioni istituzionali. Un percorso favorito anche dai solidi legami sviluppati negli ambienti dell’imprenditoria italiana, a partire dall’amicizia con Luca Cordero di Montezemolo e dalla vicinanza a Giovanni Agnelli, figure che hanno contribuito a plasmare il suo profilo pubblico e professionale.
Alla guida della Samocar, l’azienda fondata dal padre e specializzata nella distribuzione di automobili di lusso, Malagò ha affiancato una crescente presenza in posizioni di vertice dello sport italiano, a cominciare da incarichi di prestigio come la presidenza del Circolo Canottieri Aniene e la guida del comitato organizzatore degli Internazionali d’Italia di tennis.
Nel 2013 diventa presidente del Coni, superando – contro pronostico – il più quotato Raffaele Pagnozzi. Inizia così una stagione che lo porta a diventare una delle figure più riconoscibili e influenti dello sport nazionale, capace di attraversare governi, maggioranze e cambiamenti di scenario mantenendo intatto il proprio peso istituzionale.
Nel 2019 diventa anche membro del Comitato Olimpico Internazionale, testimonianza della sua credibilità a livello globale: un incarico che rafforza il suo ruolo nei principali dossier dello sport mondiale. Tra questi, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.
Malagò, tra i principali promotori della candidatura italiana, accompagna il progetto da presidente della Fondazione Milano Cortina, riportando i Giochi nella penisola a vent’anni dall’edizione di Torino 2006.
E proprio a proposito delle Olimpiadi Milano Cortina, va ricordato che il risultato economico del mega evento ha raggiunto un buco di bilancio che ammonta a circa 300 milioni di euro che dovremo pagare noi italiani.
Il buco è stato generato da costi superiori alle stime iniziali e da ricavi inferiori alle aspettative. Ora Malagò è il nuovo presidente della Figc.






















