Queste sono le parole con cui Giulio Forsi, insieme alla sua compagna Irene Garino, che dieci anni fa avevano dato vita allo storico locale, questa mattina, con un messaggio carico di emozione, da il suo addio allo Ziggy Club, con la speranza che possa trattarsi di un arrivederci e che l’esperienza costruita in questi dieci anni possa presto trasformarsi in qualcosa di nuovo.
Con una tristezza infinita, sono costretto a comunicare che la favola più bella della mia vita si conclude qui.
ZIGGY CLUB CHIUDE. Le sue porte non riapriranno più, il campanello non strillerà ancora una volta dietro il bancone. Abbiamo ospitato migliaia di eventi, fatto circuitare oceani di persone, ospitato nomi incredibili, abbiamo ripetuto all’infinito il rituale di pulire il club, aprire alla band, fare il check sound, servire la cena e correre per farci trovare pronti all’apertura porte, nascondendo la stanchezza della serata precedente con la stessa passione e lo stesso entusiasmo.
Siamo sopravvissuti al Covid e anche alle grandinate che hanno distrutto il Club due anni fa. Ma questa volta non ce la facciamo.
I tragici eventi di Crans Montana del gennaio scorso hanno generato una serie di controlli sulla sicurezza nei locali.
Data la nostra natura ibrida di Circolo, per tutelare noi e i nostri soci abbiamo interpellato dei professionisti per capire quale fosse la reale capienza del nostro spazio.
La sentenza è impietosa e giunge come una condanna a morte.
Ospitassimo gare di briscola o tornei di freccette, la nostra capienza sarebbe di 99 persone, ma ospitando concerti ed eventi siamo equiparati al pubblico spettacolo e la nostra reale capienza è fissata in termini di legge a 35 persone.
Abbiamo provato fino all’ultimo a capire se effettuando lavori di miglioria tale capienza potesse essere aumentata, ma la realtà è che anche a fronte di forti investimenti, per la natura strutturale dello spazio non potremmo comunque superare le 70 persone.
Tutto ciò è lapidario. Per un locale che a novembre sarebbe entrato nella decima stagione e che aveva già una programmazione a tappo stilata di già fino a febbraio 2027.
Il nostro direttivo è stremato e sconfortato, e purtroppo come spesso accade nei momenti più difficili sono nati anche dei dissapori, legati alla legittima esigenza di sopravvivenza personale dei singoli.
Anche per questo motivo non siamo riusciti riusciti a trovare un’immediata soluzione per trasferire le attività del Club in un altro spazio, ne a progettare per averne uno nuovo.
Non vogliamo buttare via il nostro percorso. L’associazione Ziggy APS continuerà ad esistere, raccogliendo i pezzi di questa gigante esperienza, sperando di riuscire a trasformarla al più presto in qualcosa di nuovo.
Da ottobre, chiunque volesse passare a salutare il Club, troverete me ed Irene a smontare tutto con lo stesso amore con cui lo abbiamo costruito.
Umanamente e psicologicamente non è per nulla un momento facile. Per superare tutto ciò ci teniamo stretta l’immagine di tutto ciò che Ziggy Club ha fatto e rappresentato per noi e tutte le persone che abbiamo ospitato.
Infinitamente grazie a tutti per questo bellissimo percorso.




















