Questa mattina si è svolta a Roma la manifestazione per chiedere a Governo e Parlamento di correggere la legge contro le cause bavaglio
Il 2 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che recepisce la direttiva europea contro le SLAPP, le azioni legali avviate per intimidire giornaliste, whistleblower, attivisti, semplici cittadini che informano o muovono critiche su questioni di interesse pubblico. In Italia le chiamiamo cause bavaglio e da due anni siamo primi in Unione europea per numero di casi.
Il decreto offre protezioni solo alle vittime di procedimenti civili transfrontalieri. Questo significa che da un lato esclude i casi nazionali, che rappresentano almeno il 90% dei casi registrati. Dall’altro non copre i procedimenti penali, compresi quelli per diffamazione, che sono gli strumenti di intimidazione più usati contro chi fa informazione.
Facendo un esempio, una giornalista italiana querelata da un politico italiano, quindi, non può beneficiare delle tutele previste dal decreto.




















