Il paradiso delle Maldive si trasforma in teatro di una tragedia. Cinque connazionali hanno perso la vita durante un’escursione subacquea nell’atollo di Vaavu, nei pressi di Alimathà. La conferma ufficiale è arrivata in una nota congiunta che ha visto coinvolti la polizia maldiviana, il consolato e la Farnesina.
Il gruppo era partito dalla nota safari boat ‘Duke of York‘ per un’immersione che si è rivelata fatale. Secondo le prime ricostruzioni fornite dal Ministero degli Esteri, i sub sarebbero deceduti nel tentativo di esplorare alcune grotte a una profondità di circa 50 metri. Le ricerche sono state rapide, ma purtroppo si sono concluse con il ritrovamento dei corpi ormai privi di vita.
Si legge su Repubblica: “Tra le ipotesi avanzate c’è la ‘tossicità da ossigeno’ o iperossia, una condizione che può verificarsi con un’esposizione prolungata o ad alta pressione ad elevate concentrazioni di ossigeno durante immersioni profonde. Il fenomeno può provocare danni ai tessuti e colpire il sistema nervoso centrale, causando perdita di coscienza, convulsioni e altri gravi effetti neurologici. ‘Quando si respirano concentrazioni troppo elevate di ossigeno, il gas diventa tossico per l’organismo- spiega Claudio Micheletto, past president dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo) e direttore Pneumologia presso l’azienda ospedaliera universitaria di Verona- Durante l’immersione compaiono vertigini, dolore, alterazione dello stato di coscienza e disorientamento, condizioni che rendono impossibile risalire in superficie. È probabile che qualcosa non abbia funzionato nelle bombole. Chi le utilizzava non poteva accorgersene: i controlli competono a chi produce e gestisce le attrezzature”. Al momento, tuttavia, si tratta soltanto di una possibilità non confermata dalle autorità.
Oltre alla profondità e alla complessità tecnica dell’immersione in grotta, un ruolo determinante potrebbe essere stato giocato dalle proibitive condizioni meteorologiche. Nell’area era infatti attiva un’allerta gialla.
Secondo quanto riportato dal Corriere le vittime sono Monica Montefalcone, 51 anni, biologa marina, docente e ricercatrice dell’Università di Genova; la figlia Giorgia Sommacal che avrebbe compiuto 23 anni il primo giugno e studiava ingegneria biomedica; Gianluca Benedetti, originario di Padova e operation manager di Albatros Top Boat, la società che gestiva la safari boat; Federico Gualtieri, 30 anni originario di Omegna, nel Novarese, che si era laureato con la professoressa Montefalcone ed era alle Maldive con lei per una ricerca di due settimane e Muriel Oddenino, 31 anni, assegnista di ricerca dell’Università di Genova.





















