Si è svolto nei giorni scorsi alla Comunità La Collina il secondo evento di “Ussi80. Racconti mundial: voci, leggende e campioni con i protagonisti di ieri e di oggi.
Omaggio a Nando Martellini e Bruno Pizzul – Sport e sociale: per una Sardegna inclusiva, coesa, contro discriminazioni e disuguaglianze”.
L’evento – dopo i Memorial Giampiero Galeazzi e Gianni Minà – si basa su sport paralimpico, educazione alla legalità, territorio e scuole. L’Ussi, che compie ottant’anni, l’ha dedicato agli autori di tante telecronache vittoriose. La Comunità di Don Cannavera è stata la prima in Italia, cinquant’anni fa, a ospitare e reinserire minori con pene da scontare in carcere. “Sport e socialità sono due facce della stessa medaglia. Sport significa sfide, competizione, successi e vittorie: ma anche movimento, incontro con le altre persone, confronto. Socializzare – ha detto don Ettore Cannavera – è uno dei principi della convivenza”.
Il filo verde tra cronisti e mondo del volontariato è stato impreziosito da Martina Caironi. Reduce da un tour nelle montagne del Sulcis, la plurimedagliata paralimpica e mondiale, ha sposato Ussi80: “Sono davvero felice di essere qui, la Sardegna è bellissima, ricordare Martellini e Pizzul assieme a voi dell’Ussi e dell’Ordine dei giornalisti – ha detto – non solo mi fa piacere ma mi riporta a voci che sono nell’animo degli sportivi italiani. Da quando ho iniziato le cose sono cambiate in meglio: le persone che incrociavo avevavo gli occhi di fuori. Adesso non accade ma c’è ancora da fare: includere e abbattere pregiudizi e luoghi comuni è innanzi tutto un segno di civiltà”.
Tre ori e sei argenti alle Olimpiadi paralimpiche, le ultime a Parigi 2024, due con l’oro nei cento e l’argento nel lungo (“La mia grande impresa: concorrenti molto forti e più giovani. Ma ce l’ho fatta!”), ha raccontato del suo avvio: “Dopo l’incidente in moto che non avevo causato, avevo 18 anni, mi sono chiesta come potessi ripartire. Ho giocato anche a calcio ma è stata l’atletica a stregarmi. Lì ho capito che potevo darmi degli obiettivi. E ci sono riuscita. Un momento clou? Nel 2015 ho abbattuto il muro mondiale dei 15 secondi nei 100”.
Martina Caiorni ha poi duettato con Nicola Riva: “Mio padre mi ha raccontato tante volte del subentro di Martellini a Carosio che, per un gol che lui aveva segnato ed era stato ingiustamente annullato, non si era espresso bene sul guardialinee. Poi – ha aggiunto il figlio di Rombo di tuono – mai potrò scordare quel Riva-Riva-Riva-gol! contro la Germania a Messico ’70”. Divertente lo scambio di battute tra Martina Caironi con Gigi Piras, sette anni da capitano e secondo bomber all time del Cagliari, e Beppe Tomasini, libero dell’undici tricolore: “Cara Martina, mio nonno mi diceva sempre di rubare i segreti a questi signori che avevano vinto lo scudetto (“Castia Riva, furandedi tottu cun is ogus: Segui Riva, rubagli quel che puoi con gli occhi”).
“Sul territorio, vicini agli interpreti più sinceri del senso di comunità e appartenenza, persone che si dedicano alle fragilità altrui. Ussi Sardegna affianca e promuove queste iniziative”, ha evidenziato il presidente di Ussi Sardegna, Paolo Mastino.

















