La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge sul nucleare sostenibile proposto dal ministro Pichetto. Ora il testo passerà al Senato. Il governo vuole approvarlo definitivamente prima dell’estate e adottare le regole necessarie entro la fine dell’anno.
Secondo i critici, questa scelta va contro la volontà degli italiani, che in due referendum hanno espresso il loro rifiuto dell’energia nucleare.
Un altro tema importante riguarda i costi. In Italia oltre il 75% dell’energia dipende ancora dai combustibili fossili. Inoltre, il prezzo dell’elettricità è influenzato soprattutto dal costo del gas, che può aumentare a causa di tensioni internazionali e speculazioni di mercato.
Per questo motivo, l’energia in Italia può costare anche due o tre volte di più rispetto alla Spagna, che negli ultimi anni ha investito molto nelle fonti rinnovabili e dipende meno dal gas.
Per affrontare il problema del caro energia, secondo i critici servirebbe un piano serio per sviluppare le energie rinnovabili.
Il nucleare proposto dal governo si basa sui piccoli reattori modulari (SMR) e sui reattori avanzati (AMR). Tuttavia, queste tecnologie non sono ancora diffuse sul mercato e richiedono ancora molti anni di sviluppo, sperimentazione e costruzione.
Resta poi il problema delle scorie nucleari. Da anni i governi italiani non sono riusciti a trovare un luogo adatto per il deposito dei rifiuti radioattivi, sia per motivi di sicurezza sia per l’opposizione delle comunità locali.
Inoltre, per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC), sarebbe necessario costruire tra 50 e 100 piccoli reattori in diverse zone del Paese, ma non sono stati individuati i siti dove realizzarli.
Ci sono anche dubbi sulla sicurezza e sull’autonomia energetica. L’Italia non possiede né il combustibile nucleare né le principali tecnologie necessarie. Di conseguenza, il Paese rischierebbe di dipendere da altri Stati, come avviene oggi con le fonti fossili.
Infine, i critici evidenziano possibili rischi legati alla sicurezza degli impianti, al trasporto di materiali e scorie nucleari e alla possibilità che alcune tecnologie possano avere anche utilizzi militari oltre che civili.
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Nucleare, Bonelli: governo dice no a emendamento AVS su NO a uso militare – 4 giugno 2026





















