Nei giorni scorsi, mi sono occupato polemicamente, di due candidati di una lista che alle elezioni comunali di Quartu, sostiene il candidato sindaco Graziano Milia. La lista di cui si parla è quella dei Federalisti, Autonomisti, Liberal Democratici, ideata anche da Franco Turco e da Christian Stevelli.
E proprio in uno dei due casi in cui mi sono occupato dei candidati è stato proprio Stevelli, che da “uomo di mondo” ha ritenuto giustamente di non replicare e di portare avanti la sua campagna elettorale, sapendo che il giornalismo è “anche”, ma dovrebbe esserlo sempre, quello che fa le pulci.
In un secondo caso mi sono occupato della candidata Manola Pilloni, e anche in questo caso non vi è stata alcuna replica da parte dell’esponente del Popolo della Famiglia candidata dentro la lista Fald.
Ma invece, un terzo candidato, “mai connottu”, l’Ing. Enrico Eric Capra ha ritenuto di dover replicare con insulti di vario tipo.
Tal Capra, ha da prima fatto un post taggando Report Sardegna 24 e il sottoscritto, post al quale ho rispondo dicendo che non avrei fatto nessuna campagna elettorale a favore suo, per poi inondare la pagina Facebook di Report Sardegna 24 con il suo post insultante.
Ovviamente il suo sfogo è stato rimosso dalle nostre pagine, ma l’ingegnere, dal suo pulpito ha postato nuovamente con toni e modi che provano a mettere in discussione la libertà d’informazione.
Toni arroganti e spregevoli che cercando di tappare la bocca al giornalismo e che invece ottengono un solo risultato, che se l’ingegnere vuole un confronto con me, lo faremo senza alcuna paura il giorno dopo le elezioni, così potremmo contare, uno per uno, i voti presi dal Capra.
Per chiarezza d’intenti, non sono abituato a piccole e sterili polemiche personali, ma come ho sempre fatto da giornalista, racconto fatti ed opinioni che in un paese democratico, nessuno può e deve mettere in discussione.
A proposito Ingegner Capra verifichi se è opportuno regalare giocattoli alle famiglie bisognose in campagna elettorale perché magari, qualcuno, non di certo io, potrebbe pensare che si prefiguri il reato di corruzione elettorale, punito dall’articolo 86 del D.P.R. 570/1960 che recita: “Chiunque, per ottenere, a proprio od altrui vantaggio, la firma per una dichiarazione di presentazione di candidatura, il voto elettorale o l’astensione, dà, offre o promette qualunque utilità ad uno o più elettori, o, per accordo con essi, ad altre persone, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 3000 a lire 20.000, anche quando l’utilità promessa sia stata dissimulata sotto il titolo di indennità pecuniaria data all’elettore per spese di viaggio o di soggiorno o di pagamento di cibi e bevande o rimunerazione sotto pretesto di spese o servizi elettorali.
La stessa pena si applica all’elettore che, per dare o negare la firma o il voto, ha accettato offerte o promesse o ha ricevuto denaro o altra utilità.”
Di Simone Spiga





















