Soltanto pochi giorni dopo la liberazione di una tartaruga marina Caretta caretta nel litorale di Tortolì Arbatax, l’ennesimo tempestivo intervento della Base Navale di Arbatax del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale ha consentito di salvare un altro esemplare della stessa specie che, senza il rapido soccorso degli operatori, sarebbe, con ogni probabilità, morta soffocata o per sfinimento.
L’allarme è scattato nella giornata del 29 luglio quando un turista ha segnalato alla Guardia Costiera di Arbatax la presenza di una tartaruga in grave difficoltà nelle acque di Foxi Manna, nel litorale di Tertenia. Ricevuta la segnalazione, la Guardia Costiera ha immediatamente attivato la Base Navale del Corpo Forestale, consentendo l’intervento di recupero.
Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato l’animale completamente avvolto in una rete da pesca alla deriva. Il nylon stringeva il collo, entrambe le pinne anteriori e il carapace, impedendone quasi completamente i movimenti e rendendo estremamente difficoltosa la risalita in superficie per respirare. Una situazione che, se protratta ancora per poco tempo, avrebbe avuto conseguenze fatali.
La tartaruga è stata recuperata e trasportata presso la Base Navale di Arbatax, dove gli agenti del Corpo Forestale, con la collaborazione di un veterinario della ASL, hanno proceduto a liberarla dalla rete. L’operazione, particolarmente delicata, ha richiesto la rimozione di numerosi avvolgimenti di nylon che serravano il corpo dell’animale. Al termine dell’intervento la tartaruga marina presentava alcune escoriazioni superficiali e un evidente stato di forte stress, anche se le condizioni generali sono apparse incoraggianti.
Dopo le prime cure, la Caretta caretta è stata sistemata nella vasca di prima accoglienza allestita presso la Base Navale del Corpo Forestale, presidio operativo della Rete regionale per la conservazione della fauna marina, dove è rimasta sotto costante osservazione per poi essere trasferita presso il Centro di Recupero del Sinis (CReS), dove verranno effettuati gli approfondimenti diagnostici e le cure necessarie. Una volta completato il percorso di riabilitazione e accertato il pieno recupero delle sue capacità natatorie e delle condizioni di salute, la tartaruga sarà reintrodotta in mare nello stesso tratto di costa di Foxi Manna, dove è stata recuperata.
I primi accertamenti fanno ritenere che la rete appartenga alla tipologia “ferrettara”, un attrezzo utilizzato per la pesca al largo e non impiegato dalle imbarcazioni che operano abitualmente lungo quel tratto di costa. Nelle vicinanze del luogo del recupero è stato inoltre individuato un lungo residuo di rete da pesca, esteso per alcune centinaia di metri, che costituisce un grave pericolo per la fauna marina. Per questo motivo, la Base Navale di Arbatax programmerà nei prossimi giorni un intervento finalizzato alla rimozione della stessa, eliminando una potenziale trappola per tartarughe marine e altre specie protette.
L’episodio evidenzia l’importanza della collaborazione tra cittadini e istituzioni nella tutela del patrimonio naturalistico. La tempestiva segnalazione del turista, il coordinamento della Guardia Costiera e il rapido intervento del Corpo Forestale hanno consentito di salvare un esemplare di una specie particolarmente protetta e di individuare una fonte di rischio per l’intero ecosistema marino.
L’intervento rientra nelle attività della Rete regionale per la conservazione della fauna marina, coordinata dalla Regione Sardegna, che vede la collaborazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, della Guardia Costiera, delle Aziende sanitarie, del Centro di Recupero del Sinis (CReS) e degli altri soggetti che operano sul territorio. La Rete garantisce il recupero, la cura, la riabilitazione e la successiva reintroduzione in natura degli esemplari di tartarughe e mammiferi marini rinvenuti in difficoltà, contribuendo alla conservazione della biodiversità e al monitoraggio scientifico delle specie marine protette.






















