“L’abitazione è una componente fondamentale dell’insediamento. Non si tratta solo di costruire o recuperare edifici, ma occorre intervenire sulla qualità degli insediamenti e sulle condizioni che rendono possibile vivere e lavorare in un territorio. La casa è parte di un insieme più ampio, che comprende servizi, mobilità, opportunità e qualità della vita”.
Lo ha dichiarato l’assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, intervenendo oggi a Sassari al seminario “Housing Affordability Act – Conoscenze e politiche”, promosso dall’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU).
Al centro dell’intervento, le profonde differenze che caratterizzano la Sardegna: nelle città e nei maggiori centri urbani, la concentrazione di lavoro, turismo e università alimenta la pressione abitativa; nei piccoli Comuni, invece, lo spopolamento determina l’abbandono progressivo del patrimonio edilizio, fino a compromettere la qualità e la sicurezza degli stessi centri abitati.
“Viviamo un paradosso: abbiamo case dove non c’è attività e attività dove non ci sono case. Nelle aree interne il problema non è la disponibilità di abitazioni, ma la perdita di attrattività dei luoghi. Per invertire questa tendenza dobbiamo affrontare le cause dello spopolamento e creare le condizioni perché le persone possano scegliere di restare”, ha sottolineato Spanedda.
In questa prospettiva si inserisce l’azione regionale sulla rigenerazione urbana, con risorse già stanziate per progetti in circa 200 Comuni sardi. L’obiettivo è migliorare la qualità degli spazi urbani, valorizzare il patrimonio esistente e rafforzare la capacità dei centri abitati di accogliere residenti e nuove attività.
L’assessore ha inoltre richiamato le modifiche alla legge regionale 23 del 1985, che hanno introdotto semplificazioni edilizie per superare ostacoli burocratici e favorire il pieno utilizzo degli immobili, mantenendo gli standard di qualità degli spazi residenziali.
“Abbiamo scelto di semplificare senza sacrificare la qualità dell’abitare. La rigenerazione urbana non è soltanto recupero fisico degli edifici, ma uno strumento per restituire valore ai luoghi e possibilità di scelta alle comunità. Il diritto alla casa riguarda anche il diritto a costruire il proprio futuro nel territorio in cui si desidera vivere”, ha concluso Spanedda.





















