La Regione Sardegna avvia la riforma organica della formazione professionale con un intervento che punta a ridisegnare dopo quasi cinquant’anni l’intero sistema regionale.
Il cuore della riforma, approvata ieri dalla Giunta Todde e presentata oggi in conferenza stampa dall’assessora del Lavoro Desirè Manca, riguarda il sistema di accreditamento delle agenzie formative, che viene profondamente rivisto con l’introduzione di requisiti più stringenti, controlli rafforzati e nuove regole di trasparenza.
Il disegno di legge abroga integralmente la legge regionale 47 del 1979, che ha regolato per decenni la formazione in Sardegna, con l’obiettivo di costruire un sistema più moderno, inclusivo e pienamente connesso alle attuali esigenze del mercato del lavoro.
Il nuovo modello di accreditamento, concepito come strumento fondamentale per garantire qualità e affidabilità dei soggetti che operano nel sistema regionale definisce requisiti strutturali, organizzativi e professionali necessari per erogare percorsi riconosciuti e finanziati, assicurando standard omogenei, trasparenza e tutela degli utenti.
Accanto anche un sistema di monitoraggio continuo e di verifica periodica, finalizzato a garantire il mantenimento nel tempo di elevati livelli qualitativi, il miglioramento delle prestazioni e una risposta sempre più efficace ai bisogni formativi della comunità e del tessuto economico locale.
La riforma introduce inoltre un modello più moderno e trasparente di certificazione delle competenze che riconosce anche gli apprendimenti non formali e informali e valorizza strumenti come le micro-credenziali, insieme a un repertorio aggiornato delle qualificazioni. “Con questa riforma abbiamo compiuto un’azione coraggiosa, destinata a incidere profondamente negli anni a venire – spiega l’assessora Manca -.
Siamo intervenuti per aggiornare, ampliare e modernizzare una normativa ormai superata, costruendo una legge adeguata alle sfide del 2026. La formazione professionale rappresenta un fattore strategico per la competitività economica, l’inclusione sociale, la riduzione della disoccupazione giovanile e la riqualificazione dei lavoratori adulti”.
Ora il disegno di legge passerà in Consiglio regionale per l’approvazione.


















