Ancora proteste nelle scuole di Cagliari per la presenza di topi e blatte negli istituti.
Ma anche per denunciare vecchi problemi: bagni inagibili, muffa in palestra, finestre rotte, porte dei servizi igienici che non si chiudono.
In centinaia anche oggi hanno disertato le lezioni. Ma c’è un’altra scuola in emergenza, per motivi diversi da quelli che hanno dato origine alla mobilitazione generale delle ultime settimane. Stamattina manifestazione degli studenti del liceo Scientifico Alberti.
“Non siamo legati alle altre proteste – spiega all’ANSA il rappresentante d’istituto Cristian Concas – noi protestiamo per far sì che il nostro istituto diventi un liceo scientifico sportivo legato anche alle discipline acquatiche. E chiediamo che siano risolti, con interventi decisivi, i problemi strutturali e storici: che senso ha trasferirci lontano dal mare?”. Gli studenti aspettano le prime risposte stasera dalla seduta straordinaria del Consiglio metropolitano. All’ordine del giorno c’è anche l’approvazione del piano di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche e dell’offerta formativa della Città Metropolitana di Cagliari per l’anno scolastico 2027/2028.
Intanto gli studenti denunciano la presenza di crepe in diverse parti dell’edificio con cinque aule ancora inagibili.
“La principale preoccupazione riguarda i tempi di avvio dei lavori – si legge in documento redatto dai ragazzi – si teme che gli interventi possano non iniziare neppure entro l’avvio del prossimo anno scolastico. La sede di Viale Colombo è di proprietà dell’Autorità Portuale. La comunità scolastica sta lavorando per ottenere una concessione dell’edificio di almeno dieci anni, condizione importante per programmare gli investimenti necessari. Il Consiglio d’Istituto ha inoltre approvato la proposta di introduzione del liceo scientifico a indirizzo sportivo, con attività legate anche agli sport acquatici e alla vela: un progetto che valorizza la vicinanza della scuola al mare”.
Gli studenti chiedono alla Città Metropolitana di Cagliari e alla Regione di individuare le risorse necessarie per la ristrutturazione dell’edificio e il recupero delle cinque aule inagibili, promuovendo al contempo una soluzione stabile per la concessione della sede.




















